Prosegue senza sosta il lavoro dell’Associazione Giovanni Secco Suardo di Lurano per valorizzare il progetto “ASRI – Archivio Storico Nazionale dei Restauratori Italiani”. Premiato agli “European Heritage Awards 2026” per la categoria “Research”, il prestigioso centro di documentazione fondato nel 1995 da Lanfranco Secco Suardo è riuscito ad acquisire fino ad oggi 38 archivi privati di restauratori protagonisti della storia della conservazione del patrimonio culturale italiano, sui quali sono stati puntati i riflettori durante la conferenza stampa tenuta giovedì 1 ottobre al Castello di Lurano.
“Questo progetto ha iniziato a prendere forma più di trent’anni fa, quando il Ministero propose alla nostra Associazione appena nata di rimboccarsi le maniche per rendere fruibili gli archivi dei restauratori italiani – ha esordito il presidente Secco Suardo – Da allora, è partita la nostra folle avventura che fin qui ci ha portato a raccogliere circa due milioni di documenti e poco meno di un milione di immagini, tra foto, radiografie e serigrafie. Si tratta di un patrimonio fondamentale per ogni futuro restauratore chiamato a effettuare un intervento di restauro, perché in ogni archivio c’è tutta la vita professionale del suo autore, con tutti i suoi quaderni di cantiere e tutte le sue foto”.
Il plauso di Europa Nostra, ADSI e Soprintendenza
Un patrimonio, quello di ASRI, che non poteva passare inosservato agli occhi della giuria degli “European Heritage Awards 2026”.
“Arrivare a essere selezionati a un livello europeo così alto è possibile solo quando l’eccellenza del progetto è davvero notevole – ha aggiunto Gaianè Casnati, council member di “Europa Nostra” – Restaurare un’opera è un’attività progettuale che deve tenere conto di una serie di criteri, ragion per cui avere una documentazione come quella di ASRI a supporto di un restauro è importante per la buona riuscita del restauro stesso”.
Tale importanza è stata ribadita anche da Pietro Del Bono, presidente dell’Associazione Dimore Storiche Italiane della Lombardia, e da Francesca Furst della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Lombardia.
“ASRI non è solo un archivio dichiarato di interesse culturale particolarmente importante – ha commentato Furst – È anche un archivio di concentrazione, perché raccoglie diverse tipologie di archivi che sono stati donati alla Fondazione, ed è un centro documentale, perché qui chiunque può ottenere informazioni altrimenti non reperibili”.
“Una dimora storica con un archivio come quello di ASRI è una fabbrica culturale non delocalizzabile – le ha fatto eco Del Bono – Questo vuol dire che anche in una realtà appartata come Lurano la presenza di ASRI può portare un certo numero di visitatori, che inevitabilmente contribuisce al benessere di tutti coloro che abitano in questo Comune”.
Gli apprezzamenti di ICO e Accademia Carraro di Bergamo
In virtù di ciò, il lavoro svolto dall’Associazione Giovanni Secco Suardo deve essere tutelato e preservato.
“La trasmissione della memoria dei documenti che sono raccolti negli archivi è di primaria importanza – ha fatto sapere Laura Aldovini, coordinatrice di International Council of Museums – Gli archivi sono delle sostruzioni importanti per tutti gli istituti e luoghi della cultura, perché senza gli archivi non si ha la conoscenza storico-artistica, ma non si ha neppure la conoscenza del mondo reale”.
“Per chi come me lavora nei musei e ha a cuore le opere, compresi i lavori di restauro cui esse sono state sottoposte, ASRI diventa un luogo nodale”, ha chiosato Agostino Allegri, conservatore dell’Accademia Carrara di Bergamo.