Cultura

A 500 anni dalla morte, Treviglio rilancia la figura di Bernardo Zenale con un convegno internazionale

L'appuntamento è per venerdì 4 dicembre al Tnt: sarà una tappa importante di un percorso di ricerca e valorizzazione che TreviglioMusei intende sviluppare nel tempo

A 500 anni dalla morte, Treviglio rilancia la figura di Bernardo Zenale con un convegno internazionale

Cinquecento anni dopo la sua morte, il comune di Treviglio mette Bernardo Zenale al centro della ricerca storico-artistica proprio nella città che gli diede i natali. Il 4 dicembre 2026, al Teatro Nuovo di Treviglio, si terrà “Zenaliis da Treviglio. Il cinquecentenario (1526-2026)”, un convegno di studi che riunirà alcuni tra i principali studiosi italiani e internazionali dell’artista e del contesto culturale nel quale operò.

Un convegno internazionale sulla figura di Zenale

Una giornata di studi, articolata in due sessioni, dalle 10.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 18, che porterà a Treviglio nuove ricerche, letture e approfondimenti sulla figura di uno dei protagonisti della pittura lombarda tra Quattrocento e Cinquecento. Il programma coinvolge 12 università, enti e associazioni culturali, italiane e internazionali, oltre alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano. Tra le istituzioni presenti figurano l’Università del Salento, l’Université de Genève, il Politecnico di Milano, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, l’Università degli Studi di Trento, la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana, l’Institut National d’Histoire de l’Art, le Università di Udine, Pavia e Firenze e l’Associazione culturale SYNARS.

A promuovere il convegno è l’Amministrazione comunale attraverso il Museo Civico Ernesto e Teresa Della Torre, nell’ambito della rete TreviglioMusei, con l’obiettivo non soltanto di celebrare il cinquecentenario della morte di Zenale, ma di fare il punto sulle acquisizioni più recenti degli studi e aprire una nuova stagione di ricerca sull’artista. Il convegno è realizzato con il contributo del Consiglio Regionale di Regione Lombardia e di Fondazione Cassa Rurale e con il patrocinio della Giunta Regionale di Regione Lombardia.

“Bernardo Zenale è uno dei più grandi artisti che Treviglio abbia dato alla storia dell’arte lombarda – ha esordito il sindaco Juri Imeri – L’Amministrazione comunale è sempre stata parte attiva nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico cittadino e il sostegno convinto alla Parrocchia per la realizzaziome dello spazio espositivo La Porta del Cielo, dedicato al Polittico di Zenale e Butinone, e il lavoro della rete TreviglioMusei lo confermano. Celebrare i cinquecento anni dalla morte di Zenale con un convegno di studi di respiro internazionale è un ulteriore passo in questa direzione e avvia un percorso che vogliamo concludere con un grande evento in città”.

Zenale, un artista trevigliese nel cuore del Rinascimento lombardo

Nonostante abbia vissuto gran parte della sua vita a Milano, Bernardo Zenale continuò a firmarsi “Zenaliis da Treviglio”, mantenendo un legame forte con la propria città d’origine. A Treviglio si trova una delle sue opere più importanti: la Pala d’oro, realizzata insieme a Bernardino Butinone per la Basilica di San Martino e definita da Roberto Longhi “la più lucida struttura spaziale che ci abbia dato la seconda metà del Quattrocento in Lombardia”.

Zenale fu pittore, ma anche architetto. La sua attività si sviluppò in diversi centri della Lombardia e si inserì in uno dei momenti di maggiore trasformazione della cultura figurativa italiana, segnato dalla presenza di Donato Bramante e Leonardo da Vinci. Secondo Vasari, Leonardo considerava Zenale un “maestro raro”.

Il convegno permetterà di affrontare questa complessità attraverso contributi dedicati alle diverse dimensioni della sua attività: dall’architettura alla pittura, dalle grandi imprese decorative allo studio dei polittici, dalle tecniche pittoriche alla fortuna critica dell’artista.

Dalla Cappella Grifi al polittico di Treviglio: le nuove ricerche

La sessione mattutina sarà aperta e presieduta da Simone Facchinetti dell’Università del Salento e proporrà, tra gli altri, gli interventi di Mauro Natale sulla mostra “Zenale e Leonardo” del 1982, Francesco Repishti sull’attività di Zenale come architectus singularissimus, Carlo Cairati sulla Cappella Grifi in San Pietro in Gessate, oltre agli approfondimenti della Soprintendenza sulle vicende conservative della cappella. Saranno inoltre presentati studi sulla storia critica della Cappella Grifi, sulla sua iconografia e sulle forme e i modelli della pala d’altare zenaliana, con particolare riferimento al polittico di Treviglio.

“Il convegno sarà una preziosa occasione per fare il punto sulla figura di Bernardo Zenale, e non solo – ha spiegato Simone Facchinetti, coordinatore scientifico del convegno – Sono stati chiamati a raccolta i maggiori specialisti dell’argomento che presenteranno le loro nuove ricerche sul tema. Negli ultimi decenni sono venute alla luce numerose novità sul suo percorso e col passare del tempo diventa sempre più chiaro il ruolo strategico che ha giocato sullo scacchiere delle arti figurative milanesi a cavallo tra XV e XVI secolo”.

Nel pomeriggio il programma proseguirà con un focus sul restauro della chiesa di San Pietro in Gessate, sull’architettura dipinta nelle opere di Zenale, sulla presenza delle sue opere nelle collezioni pubbliche francesi e sugli aspetti tecnici della sua pittura. Saranno inoltre affrontati i problemi ancora aperti legati a Bernardino Butinone, il rapporto con il giovane Bramantino nel cantiere della Certosa di Pavia e la fortuna critica di Zenale, fino alle resistenze della connoisseurship.

Uno dei momenti più significativi della giornata sarà inoltre la presentazione delle attività di restauro e conservazione relative a San Pietro in Gessate, offrendo al pubblico l’opportunità di conoscere da vicino il lavoro che accompagna oggi la tutela e lo studio delle opere legate a Zenale.

“Il museo non è soltanto il luogo in cui si conservano e si studiano le opere: tra i suoi compiti c’è anche la divulgazione scientifica – ha aggiunto la direttrice di TreviglioMusei, Elisabetta Ciciliot – Un convegno come questo, che riunisce studiosi di primo piano e presenta in anteprima una campagna di restauri, ci permette di condividere con tutta la cittadinanza i risultati più aggiornati della ricerca, rendendo la conoscenza di Zenale accessibile a un pubblico ampio e non solo agli addetti ai lavori”.

Un percorso che guarda al futuro

Il convegno del 4 dicembre non rappresenta un punto di arrivo, ma una tappa importante di un percorso di ricerca e valorizzazione che TreviglioMusei intende sviluppare nel tempo.

I contributi degli studiosi saranno raccolti in un volume di atti, pubblicato da Silvana Editoriale nel corso del 2027, consolidando il patrimonio di conoscenze emerso dalla giornata di studi. Il lavoro avviato con il cinquecentenario proseguirà così nei prossimi anni, con l’obiettivo di costruire attorno a Zenale un grande progetto culturale, capace di riportare a Treviglio l’attenzione nazionale e internazionale su uno dei suoi più importanti protagonisti.

Il convegno sarà quindi il primo tassello di un percorso che avrà nel suo atto finale un grande evento dedicato a Bernardo Zenale, frutto del lavoro scientifico, delle collaborazioni e delle nuove acquisizioni che prenderanno forma a partire da questa giornata di studi. A cinquecento anni dalla sua morte, Treviglio non si limita quindi a ricordare Bernardo Zenale: lo riporta al centro del dibattito scientifico, riunendo nella sua città studiosi, istituzioni e competenze diverse e avviando un percorso destinato a culminare in un grande appuntamento culturale per la città.