A Calcinate il caso di Salvatore Baviera: l’ex coordinatore della Protezione civile chiede di tornare a fare volontariato, ma riceve un rifiuto.
Un ritorno che si trasforma in un rifiuto
In un momento storico in cui molti Comuni italiani faticano a trovare volontari disposti a sostenere attività fondamentali, dalla Protezione civile ai servizi sociali, a Calcinate accade qualcosa che appare quasi paradossale. Qui, infatti, un cittadino che chiede di tornare a fare volontariato si vede respingere la richiesta. È la vicenda che coinvolge Salvatore Baviera, volto conosciuto in paese e per anni anima del gruppo comunale di Protezione civile. Tutto comincia nel gennaio di quest’anno, quando Baviera presenta formalmente domanda per rientrare nel gruppo comunale. Nelle sue intenzioni, un gesto semplice: tornare a dare una mano alla comunità. Non si tratta però di un aspirante volontario qualunque. Baviera è stato infatti il primo coordinatore della Protezione civile di Calcinate, incarico che ha ricoperto per diversi anni guidando il gruppo nelle attività ordinarie legate a eventi, manifestazioni e iniziative locali. Un impegno che, come sottolineano in molti tra coloro che lo conoscono, ha sempre svolto con spirito di servizio e senza alcuna contropartita, nel segno della partecipazione civica. Quella che doveva essere una sorta di ritorno a casa, però, si è trasformata in un inatteso stop.
Il diniego del Comune
Il rapporto tra Baviera e l’Amministrazione comunale si era incrinato anni fa, quando l’allora coordinatore entrò in contrasto con la giunta dell’epoca. Da quella situazione nacque la decisione di rassegnare le dimissioni dal ruolo. Sulle ragioni precise del dissenso non si è mai aperto un confronto pubblico dettagliato. Secondo Baviera, tuttavia, la scelta maturò nel momento in cui non si sentiva più tutelato nel suo incarico. Nonostante l’uscita dal gruppo, negli anni successivi non si è mai allontanato dalla vita del paese. Ha continuato a partecipare a cerimonie commemorative, iniziative pubbliche e momenti della comunità. Il legame con il volontariato, racconta, non si è mai spezzato. Per questo, all’inizio del 2026, decide di ripresentare domanda per rientrare nella Protezione civile comunale. Alla richiesta, però, non segue alcuna risposta ufficiale. Passano i giorni, poi le settimane. Baviera invia tre email alla sindaca Lorena Boni, che per legge e statuto è responsabile del gruppo comunale di Protezione civile. Ma non arriva nessun riscontro scritto. A un certo punto viene convocato in Comune. Non dalla sindaca, ma da un funzionario dell’amministrazione. In quell’occasione gli viene comunicato verbalmente il rigetto della domanda. Le motivazioni riferite sarebbero tre: le dimissioni rassegnate anni prima dal ruolo di coordinatore; i contrasti avuti con l’amministrazione dell’epoca e alcune presunte lamentele di volontari che non gradirebbero il suo ritorno nel gruppo.
Volontario per vocazione
Motivazioni che Baviera respinge con decisione. In una mail aperta indirizzata alla sindaca Boni , alla quale, sostiene, non sarebbe mai arrivata risposta chiede che ogni comunicazione venga formalizzata per iscritto e contesta nel merito le ragioni del diniego.
“Io volevo solo dare un contributo al mio Comune come ho fatto per tantissimi anni — afferma Baviera — ma di fatto mi viene impedito per motivi che non stanno né in cielo né in terra. Ho appurato che non ci sono tutti questi volontari che non mi vogliono, anche perché molti sono nuovi. In fondo lo spirito del volontariato è mettersi a disposizione della comunità, non scegliere chi sì e chi no. Sembra che ci sia qualcos’altro che però non mi viene comunicato. Forse è una questione politica? Ritengo assurdo questo tipo di comportamento e spero che chi di dovere si ravveda e ritorni sulla sua decisione. Io voglio solo fare del bene per il mio paese e mettermi a disposizione”.