Non bastano sei anni di raggiri, denunce e anche processi attualmente in corso (più almeno una condanna nota), articoli di stampa e servizi televisivi a fermare l’agente di viaggi S. T., residente ad Agnadello. La truffatrice seriale continua a mietere vittime. Qualcosa, nel nostro sistema giudiziario, evidentemente non funziona.
Vacanze che si trasformano in incubi
Era il 2019 quando l’agente di viaggi è finita per la prima volta alla ribalta delle cronache locali, a causa di truffe perpetrate ai danni di ignari vacanzieri che non solo hanno visto sfumare gli agognati viaggi, ma si sono trovati in grosse difficoltà e hanno perso migliaia di euro. Eppure, nonostante le denunce sporte regolarmente dalle vittime e la ribalta mediatica, anche a livello nazionale, la malvivente ha continuato ad operare indisturbata: ormai sono centinaia le persone residenti in diverse province lombarde che purtroppo sono incappate nei suoi tranelli.
Altre quattro vittime
Questa volta ad essere imbrogliate sono state alcune amiche, tutte residenti tra Bergamo e hinterland, che hanno conosciuto l’agente di viaggi quest’anno tramite conoscenze.
“A inizio gennaio ho contattato l’agente per richiederle alcuni preventivi relativi a un volo aereo per due persone con destinazione Thailandia, dal 10 al 24 agosto – ha raccontato S. Z. – ho accettato quella più conveniente, 1.830 euro e ho provveduto a versare l’intera somma su un conto intestato a lei, per un’agenzia di Milano per cui mi aveva detto di lavorare, con bonifico bancario istantaneo. Dopo alcuni giorni le ho chiesto di inviarmi i due biglietti per fare il check-in autonomamente, attraverso il codice identificativo, ma mi ha spiegato che c’erano stati alcuni problemi tecnici, inoltrandomi l’avviso di convocazione di viaggio solo il 7 febbraio. Nel mese di maggio ho chiesto i codici per effettuare il check-in e per l’assegnazione dei posti tuttavia mi ha inviato un altro avviso di convocazione di viaggio con orari e compagnia di viaggi diversi. Le ho segnalato l’errore ma lei ha garantito che avrebbe risolto il problema contattando l’agenzia, quindi non l’ho più sentita. A giugno ho chiamato la compagnia aerea che mi ha informato che non esisteva alcun volo con il codice rilasciatomi. Incredula, dopo qualche giorno mi sono recata ad Agnadello, dove vive, per avere delle spiegazioni: per tutta risposta l’agente mi ha raccontato che era stata truffata dal personale delle agenzie… Ho tagliato corto avvertendola che avrebbe dovuto assolutamente prenotarmi due biglietti aerei con la stessa somma che le avevo versato. A questo punto mi ha inviato un codice ma io, non avendo più fiducia, ho provveduto a sentire la compagnia aerea in questione che mi ha riferito che i biglietti non c’erano perché ancora non era stato effettuato il pagamento di 3000 euro… Altre scuse ma in conclusione non li ho mai ricevuti. Stanca, all’inizio di luglio le ho chiesto di restituirmi la somma versata ma finora ho recuperato solo 300 euro. Ho contattato anche l’agenzia di Milano ed è emerso che l’agente non era più una loro dipendente in quanto per diversi anni aveva truffato molte persone con il loro nome…”.
Più o meno la stessa sorte alle altre amiche del gruppo.
“A febbraio ho contattato l’agente che, via WhatsApp, mi ha inviato tante offerte per diverse località europee per le vacanze estive – ha spiegato R. N. – ho scelto Maiorca, soggiorno di una settimana a giugno all inclusive per due adulti e due bambini a 1.800 euro. Ho fatto poi un bonifico istantaneo qualche giorno dopo per ottenere uno sconto del 20%: una formula che avevo già incontrato viaggiando con altre agenzie e quindi non mi sono preoccupata. Lei ha inviato documenti a nome di un’agenzia ma da subito mi sono arrivate e-mail firmate da altre persone che si scusavano perché il mio volo era stato spostato da Bergamo a Malpensa, garantendomi che si sarebbero occupate loro del mio trasferimento, e così è stato. Arrivata a Maiorca mi sono arrivate altre e-mail, stavolta il problema riguardava l’hotel: non era più quello previsto a causa di atti vandalici. Per due giorni avrei soggiornato in un’altra struttura. Così ho fatto. Un’altra e-mail mi ha infine avvertito che sarebbe passato un taxi a prenderci per portarci al primo hotel, ma non è mai arrivato. Nel frattempo sono rimasta in contatto con S. T., lei parlava di disguidi con l’agenzia. Mi è stata pagata ancora una giornata e poi tutto il resto della vacanza è rimasto a spese mie, ci ho rimesso mille euro. Continui cambi di stanza, anticipi di pagamento… una vacanza terribile, nel frattempo l’agente ha continuato a mentire, infatti anche i biglietti del volo di rientro erano falsi. Mi hanno inviato gli altri la sera stessa. Una volta tornata a Bergamo, esausta, ho contattato il mio avvocato che ha sentito la sua agenzia e abbiamo scoperto che non conosceva né S. T. né le altre persone che mi avevano scritto… I documenti erano tutti falsi, il logo era stato rubato. Mi sono recata dai carabinieri e ho sporto denuncia. Nel frattempo l’agente mi ha rimborsato 300 euro, poi mi ha bloccata”.
Un copione sempre uguale.
“Ero interessata a fare una vacanza e lei mi ha inoltrato una serie di super offerte a partire da gennaio – ha raccontato A. D. I. – A febbraio ho prenotato un viaggio a Marsa Alam, in Egitto, per due adulti e un bambino, in totale 750 euro. Le comunicazioni con lei sono andate avanti sempre via WhatsApp e, poiché i prezzi dei viaggi che proponeva erano molto vantaggiosi, le ho fatto pubblicità ed altre amiche hanno prenotato. A marzo ho prenotato anch’io un’altra vacanza, questa volta a Jesolo, dal 14 al 17 agosto, sempre per tre, a 350 euro. La richiesta era una sola e insistente: bonifici istantanei, al punto che per la vacanza di Marsa Alam sull’ultima tranche di pagamento mi ha fatto un ulteriore super sconto purché facessi questo tipo di bonifico. Mi sono fatta ingolosire da questi prezzi vantaggiosi e non mi sono insospettita perché lei li presentava come pacchetti invenduti e aveva la necessità di chiudere l’offerta. Inoltre parlava della ‘sua agenzia’ e poiché gli altri amici avevano già prenotato mi sono fidata”.
Poi però sono cominciati i guai.
“Quando ho prenotato io nessuno del nostro gruppo era partito – ha affermato – i problemi sono cominciati quando una di noi si è ritrovata in Spagna con due bambini senza l’albergo, perché la prenotazione non era stata effettuata e ha dovuto pagare di nuovo. A quel punto tutti abbiamo cominciato a farci delle domande… E io ho contattato le due strutture in cui avrei dovuto alloggiare, ma con quella della Sardegna non sono mai riuscita a parlare mentre entrando in contatto con la titolare di quella di Jesolo ho scoperto che per accedere alla prenotazione avrei dovuto versare una differenza di 850 euro. A quel punto sono rimasta a casa perché il viaggio era fuori dal mio budget. Ho poi saputo che l’agente aveva falsificato le e-mail scambiate con l’albergo, quindi ho chiesto un incontro e ci siamo viste il 16 giugno in un bar. Lei mi ha assicurato che avrebbe sistemato tutto con il suo fornitore ma io ho chiesto il rimborso, non mi sono più fidata a partire con un bimbo piccolo. Lei ha accampato mille scuse e poi, durante una telefonata con mio marito, ha detto che non aveva i soldi per rimborsarmi e che avrebbe acceso un finanziamento, che poi è risultato falso. Ad agosto abbiamo sporto denuncia. Alla fine ha restituito 400 euro su 1.200”.
Ogni volta un incubo.
“Abbiamo conosciuto quest’agente di viaggi tramite passaparola in ufficio – ha spiegato F. Z. – ha cominciato a tartassarmi di offerte e così ho prenotato una vacanza in Sardegna per l’ultima settimana di giugno, con un ulteriore sconto perché fissata entro la data consigliata. Ho pagato 1.190 euro. Poi un’amica è partita prima di me e ha cominciato ad avere disguidi, per cui ho fatto degli accertamenti con i documenti che avevo in mano, intestati a due agenzie, è ed saltato fuori che erano falsi: sia queste ultime che il villaggio turistico hanno affermato che la prenotazione non esisteva. Ho subito contattato S. T. che mi ha tranquillizzata dicendo che avrebbe risolto tutto. A un certo punto ho chiesto la restituzione dei soldi: mille promesse, compresa una scrittura privata dove prometteva di pagare in cambio del ritiro denuncia e della non diffusione dell’accaduto a tv e giornali, ovviamente non rispettata. Alla fine ho ricevuto solo 250 euro”.