Da Regione Lombardia

Università al tempo del Covid: stanziati 43,5 milioni per digitalizzazione e didattica a distanza

Tra i beneficiari anche l'ateneo bergamasco con 1,8 milioni di euro.

Università al tempo del Covid: stanziati 43,5 milioni per digitalizzazione e didattica a distanza
Bergamo e hinterland, 03 Novembre 2020 ore 16:16

E’ di 43,5 milioni lo stanziamento approvato dalla Giunta regionale, su proposta del vicepresidente Fabrizio Sala, destinato a sostenere un piano di innovazione della strumentazione digitale per la didattica a distanza e accordi di collaborazione con le Università pubbliche lombarde.

Università al tempo del Covid

Lo prevedono due delibere che attuano il Piano Lombardia, il programma strategico nato da Regione Lombardia per favorire la ripresa economica dopo l’emergenza Coronavirus.

Obiettivo dello stanziamento è la modernizzazione della strumentazione digitale in uso presso le Università, oltre a favorire la didattica a distanza sia in risposta alle restrizioni dovute alla recente pandemia da COVID-19, sia come proposta di evoluzione della didattica verso soluzioni di e-learning.

In particolare, i contributi sono a fondo perduto pari al 100% delle spese sostenute per l’acquisto di attrezzature, strumentazione digitale e tecnologie per favorire l’attività di didattica a distanza.

Sarà possibile riconoscere anche le spese che le Università hanno già sostenuto per questo obiettivo a partire dal 4 maggio 2020, data in cui è stato approvato il Piano Lombardia. Le risorse saranno a disposizione delle Università nel 2021.

Ruolo cruciale di Università e Ricerca

“Una iniezione di liquidità fondamentale per le nostre Università in un contesto in cui la didattica a distanza è sempre più importante -commenta il vicepresidente Fabrizio Sala – Un supporto che fa parte del Piano Lombardia per aiutare docenti e studenti con nuove attrezzature innovative e di qualità. Innovazione e Ricerca svolgono infatti un ruolo ancora più cruciale grazie alla possibilità di offrire strumenti capaci di rispondere in modo concreto alle sfide da affrontare. Un plauso alle nostre Università che hanno reagito con grande prontezza ed efficacia al momento difficile che stiamo attraversando”.

Ecco, in dettaglio, gli atenei beneficiari del contributo (in milioni di euro): Università degli Studi di Milano (9); Politecnico di Milano (6,8); Università Milano Bicocca (4,4); Università di Pavia (4); Università di Brescia (2,3); Università di Bergamo (1,8); Università dell’Insubria (1,5); Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) Pavia, 196 mila euro.

Accordi di collaborazione per 13,5 milioni di euro

Obiettivo dello stanziamento è l’innovazione delle infrastrutture di ricerca (attrezzature e/o interventi strutturali) esistenti presso gli enti universitari affinché le Università possano sviluppare ricerca e innovazione superando le difficoltà dovute all’emergenza COVID-19. Ogni ateneo riceverà un contributo di 1.687.500 euro.

I destinatari sono: Università di Bergamo, Università di Brescia, Università dell’Insubria, Università degli Studi di Milano, Università Milano Bicocca, Politecnico di Milano, Università di Pavia, Istituto Universitario di Studi Superiori (IUSS) Pavia.

Regione Lombardia contribuirà quindi, a fondo perduto, alla realizzazione degli interventi riportati negli accordi di collaborazione con una somma massima corrispondente al 50% del costo complessivo e comunque nel limite massimo delle risorse previste per ciascun ente.

Bergamo investe nel futuro

“L’ambizioso progetto a cui sta lavorando l’Università di Bergamo prevede lo sviluppo, nelle circa 100 aule di cui dispone, di un sistema di presentazione e collaborazione multimediale per la riproduzione, la registrazione e la condivisione di contenuti digitali da un’ampia gamma di dispositivi e piattaforme con funzionalità di lavagna integrata e connettività in rete – commenta il Rettore dell’Università di Bergamo Remo Morzenti Pellegrini L’obiettivo non è solo di affrontare la situazione emergenziale ma di creare una struttura tecnologicamente avanzata che possa rispondere anche in un prossimo futuro alle esigenze qualitative che gli studenti, di un ateneo così in crescita, meritano di vedere soddisfatte. Si tratta di investimenti importanti che potranno essere realizzati anche grazie ai contributi Regionali”.

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