Lutto

Una vita in corsia col naso rosso, Verdello piange il “Clown Eolo”

Giuseppe Duzioni aveva 63 anni e da cinque combatteva contro una malattia che non è mai riuscita a spegnere il suo entusiasmo

Una vita in corsia col naso rosso, Verdello piange il “Clown Eolo”

Si terrà questa mattina, 26 agosto 2026, l’ultimo saluto a Giuseppe Duzioni, per tutti semplicemente “Clown Eolo”. Era questo, infatti, il nome d’arte con cui per decenni ha portato sorrisi nei reparti di tanti ospedali alla guida dell’associazione “Dùtur Clown” che aveva contribuito a fondare nel 2002.

Verdello piange Giuseppe Duzioni

Aveva 63 anni e da cinque combatteva contro una malattia che non è mai riuscita a spegnere il suo entusiasmo. Sposato con Cinzia, maestra elementare e padre di Raffaele, Elsa e Gionata, per tutti era l’uomo dal grande sorriso, sempre disposto a dare una mano, sempre pronto ad ascoltare. Giuseppe Duzioni si è spento lunedì e questa mattina, nella chiesa parrocchiale di Verdello, verranno celebrati i funerali prima della tumulazione nel cimitero cittadino.

Nato a Verdello, aveva ereditato dal padre la “Duzioni Mobili”, oggi gestita da uno dei figli, un lavoro che aveva sempre svolto con grande passione senza però mai mettere da parte il suo desiderio più grande: quello di portare sollievo e serenità a chi stava male. Nasce così la sua seconda vita, quella di “Clown Eolo”, con il naso rosso e la capacità di far ridere direttamente il cuore.

Il “Clown Eolo” sempre in corsia

Seguendo la filosofia del medico statunitense Patch Adams inventore della clownterapia, che unisce appunto l’arte del clown alla cura medica per migliorare la qualità della vita dei pazienti, Giuseppe si era avvicinato all’associazione “Vip – Viviamo in positivo” di Torino, dove aveva seguito la formazione, prima di diventare la guida della realtà bergamasca dei “Dùtur Clown” che oggi contano all’attivo tanti volontari alcuni giovanissimi.

Ma Giuseppe non era solo leggerezza e sorrisi. Accanto alla capacità di far star bene i bambini ricoverati nei reparti di Pediatria c’era anche l’uomo e padre, che parlava alle famiglie con grande delicatezza cercando – per quanto poteva – di portare vero conforto. Oggi non è solo la comunità di Verdello, per la quale Giuseppe si è speso in prima persona senza mai risparmiarsi, a piangere l’anima buona di “Clown Eolo”, ma tutta la provincia (e anche oltre), gli ospedali, le Rsa e le strutture dove aveva saputo portare gioia e conforto.