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Un fiume rosa per l’8 marzo, la sindaca Vitali: “Le donne non rinuncino mai a lottare per la parità”

In 200 domenica si sono dati appuntamento per la tradizionale marcia promossa dal 2018 in sinergia tra il Comune e le associazioni

Un fiume rosa per l’8 marzo, la sindaca Vitali: “Le donne non rinuncino mai a lottare per la parità”

Tra le tante iniziative che domenica, in tutta la bergamasca, hanno celebrato la Giornata internazionale della donna ce n’è una – a Ciserano – che si rinnova con impegno da nove anni. E’ la “Marcia in rosa” che anche questo 8 marzo 2026 ha portato nelle vie del paese e nelle campagne un vero e proprio fiume rosa fatto di donne, uomini e bambini. Fatto di una comunità che nel giorno della festa ricorda alle donne di non smettere mai di lottare contro gli stereotipi.

In 200 per la “Marcia in rosa”

Alla partenza, domenica mattina in piazza Papa Giovanni XXIII, si sono presentati in 200. Un numero importante che conferma l’interesse e l’attesa per un appuntamento che si rinnova puntualmente dal 2018. Un modo “leggero” per celebrare la festa della donna, ma anche occasione per riflettere sull’enorme potenzialità dell’universo femminile: potenziale che merita di essere sempre espresso. Perché, come ha sottolineato la sindaca Caterina Vitali, in prima linea per la camminata, “di strada da fare verso la vera vera vera parità ce n’è parecchia”.

Un successo reso possibile dalla collaborazione tra l’Atletica Ciserano, la Pro loco, il gruppo Mani Laboriose con il sostegno logistico di Croce bianca, Anc di Osio Sotto e Polizia locale. Con le immancabili magliette rosa personalizzate i camminatori hanno coperto tutto il percorso per far poi ritorno in piazza dove alle 10 si è tenuta la celebrazione della messa.

“Vedere il fiume rosa che si muove per il paese ci ricorda che ogni donna ha una storia personale diversa, ma che insieme possiamo esprimere una potenzialità incredibile che deve essere valorizzata – commenta la prima cittadina – Troppo spesso, invece, questa potenzialità non viene espressa e a perdere è l’intera comunità internazionale. Noi donne dobbiamo avere tanta intelligenza di saperci destreggiare in questo mondo ancora così viziato dall’immagine tradizionale e stereotipata. Dobbiamo farlo senza urlare o senza estremizzare. Ma non dobbiamo mai rinunciare a farlo. Dobbiamo perseverare, conquista dopo conquista”.

“Non rinunciamo a lottare per la parità”

Da donna, docente e prima ancora ricercatrice, sindaca e madre, Vitali ha ben chiari quali siano gli ostacoli – ancora tanti – che si pongono sulle strade delle donne.

“Da sindaca spesso mi chiedono come faccia a conciliare il ruolo con la gestione dei bambini e della famiglia: a un sindaco uomo lo chiedono? – sottolinea – Lasciamo poi perdere le tante evidenze che dicono che poche donne hanno le stesse occasioni di crescita professionale. E quelle che le ottengono devono sempre e comunque dimostrare di valere e di meritarselo. Anche un uomo deve farlo in modo così continuo e esplicito? Bisogna sostenere l’essere donna come un valore aggiunto e la maternità, di conseguenza, come un’occasione importante che fornisce alle donne delle capacità (quelle che oggi vengono chiamate skills, ndr) di gestione manageriale che nelle aziende può risultare molto vantaggiosa. Troppe donne ancora oggi, nonostante abbiano titoli di studio validi, scelgono di adeguarsi a qualsiasi occupazione, anche part time, per conciliare il lavoro e la famiglia. Di strada da fare ce n’è tanta, ma non dobbiamo mollare. Lo dobbiamo a noi. Alla fatica fatta per essere quello che siamo. E alle nostre figlie e, perché no, anche ai nostri figli”.