Cronaca
Treviglio

Treviglio ricorda le vittime del Covid. Imeri: "Siamo dentro la Storia, anche se vorremmo svegliarci come da un incubo"

Il discorso del sindaco, con un pensiero all'Ucraina e uno agli ultimi due terribili anni di pandemia.

Cronaca Treviglio città, 18 Marzo 2022 ore 12:39

Una corona d'alloro per i trevigliesi che hanno perso la vita durante la pandemia. Si è celebrata questa mattina, venerdì 18 marzo, al cimitero, la Giornata di commemorazione delle vittime del Covid-19. La cerimonia al cittadino è stata organizzata dall'Amministrazione, presenti il sindaco Juri Imeri, il parroco monsignor Norberto Donghi, la direttrice sanitaria dell'Asst Flavia Pirola, e i rappresentanti delle forze dell'ordine, delle associazioni d'arma e diversi amministratori comunali.
Nel video, il "silenzio" in suffragio delle vittime, suonato dal trombettista Gigi Ghezzi.

In memoria delle vittime del Covid, con un pensiero per l'Ucraina

"Siamo soliti radunarci in occasioni come queste per il 25 aprile, il 2 giugno, il 4 novembre... - ha detto il sindaco  Imeri nel suo toccante discorso - Ma dallo scorso anno, anche il 18 marzo è diventata una data di grande commozione, che ci riunisce e ci unisce. Quest'anno, poi, si accompagna tristemente alla scia di dolore che una stupida guerra sta lasciando nei territori dell'est Europa. Rinnovo a nome di tutti, anche sulla scia della bella manifestazione dei giorni scorsi in centro, un appello forte e unitario per la pace. Consapevoli che questo grido sia una goccia nel mare, ma che tante gocce possono diventare un'onda".

Una ferita aperta, ma c'è il dovere della memoria

"La giornata di oggi è insieme una ferita aperta e un doveroso atto di memoria che colpisce il cuore e la mente - ha continuato Imeri - La fine dello stato di emergenza annunciato dal governo alleggerirà forse le limitazioni ancora vigenti, ma non cancellerà quello che abbiamo vissuto in questi due anni. Non potremo mai dimenticare i dolori atroci delle morti avvenute in solitudine, i funerali con i posti riservati, i lockdown causa di grandi disagi per le relazioni e soprattutto per i giovani. Né le  sirene incessanti delle ambulanze o i  disagi che hanno vissuto attività economiche, famiglie e lavoratori. Né il sacrificio di soccorritori, operatori sanitari, amministratori, addetti delle forze dell'ordine, volontari che sono stati in prima linea. Treviglio ha sofferto molto e dedichiamo questa giornata a chi ci ha lasciato e ai loro familiari".

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Siamo dentro alla Storia, anche se a volte vorremmo dire: "E' solo un brutto sogno"

"Per noi trevigliesi e per noi bergamaschi, l'epidemia ha segnato in modo indelebile il corso della vita. Siamo dentro alla Storia, ma a volte vorremmo risvegliarci bruscamente e poter dire: 'E' stato un brutto sogno'. Sappiamo che non è così, e noi che siamo qui abbiamo il dovere morale di tramandare il racconto di questa pagina dolorosissima. Unitamente, però, al racconto della straordinaria pagina di solidarietà che questa città ha saputo mettere in piedi anche nei mesi più difficile. Un esempio da coltivare giorno per giorno".

Quindi, al deposizione di una corona d'alloro ai piedi della cappella del cimitero comunale dedicata ai caduti.

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