Lutto collettivo

Treviglio ricorda i suoi morti: “E’ mancato il tempo di dirsi ‘Ti voglio bene’ ” FOTO

E' il parroco don Norberto a prendersi l'onere maggiore quello di leggere i 195 nomi del trevigliesi scomparsi in questi mesi a cui si aggiungono 14 cittadini di Castel Rozzone.

Treviglio ricorda i suoi morti: “E’ mancato il tempo di dirsi ‘Ti voglio bene’ ” FOTO
Treviglio città, 20 Maggio 2020 ore 18:53

E’ iniziata poco fa la messa celebrata dall’Arcivescovo di Milano Mario Delpini per ricordare le vittime di questi mesi di lockdown e della pandemia. Persone che se ne sono andate senza un funerale e che oggi la comunità di Treviglio e Castel Rozzone vuole ricordare.

Una messa in memoria dei morti di questi mesi

Presenti nei primi banchi i sindaci di Treviglio Juri Imeri e di Castel Rozzone Luigi Rozzoni insieme al direttore generale dell’Asst Bergamo Ovest Peter Assembergs. Con loro anche il dottor Paolo Colombelli,  clinical manager dei “reparti Covid” dell’Asst Bergamo Ovest.

E’ il parroco don Norberto a prendersi l’onere maggiore quello di leggere i 195 nomi del trevigliesi scomparsi in questi mesi (122 solo a marzo) a cui si aggiungono 14 cittadini di Castel Rozzone. Una sequela di nomi che racchiudono storie e famiglie: cognomi conosciuti, amici, parenti, vicini di casa. Impossibile restare freddi. E’ un elenco straziante ma necessario per dare un nome a quelli che fino a oggi sono stati dei numeri. I numeri di chi non ce l’ha fatta, di chi se n’è andato in estrema solitudine.

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“E’ mancato il tempo di dire Tu”

Ed è di questo che anche l’Arcivescovo ha voluto parlare nell’omelia recitata davanti a un santuario insolitamente poco affollato. Solo due persone per ogni panca, come prevedono le norme, e come indicano gli adesivi rossi che spiccano sul legno delle sedute. Sono circa 280 i presenti, ma l’emozione è molta di più.

“È mancato il tempo di dire “tu”. Una storia, un nome, un volto. È mancato il tempo di dirsi “Ti voglio bene” – ha detto monsignor Delpini – C’è stato il tempo dei numeri e delle statistiche, era necessario, come oggi è necessario il momento in cui si realizza che quella persona è mancata. Quel “tu”, dietro a cui si cela la storia di una vita, ordinaria e fatta di affetti”.

209 “Tu”, 209 storie di vita che oggi hanno ricevuto l’estremo saluto in un momento di lutto collettivo condiviso anche all’esterno del santuario dove è stato allestito un maxi schermo.

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