Mozzo

Tragica lite tra fratelli: Gianluca è morto per un arresto cardiaco

Intanto resta ai domiciliari il fratello 26enne Lorenzo che al gip ha spiegato di essersi difeso dall'aggressione del 31enne

Tragica lite tra fratelli: Gianluca è morto per un arresto cardiaco
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Si è svolta oggi l'autopsia sul corpo di Gianluca Maffeis, il 31enne di Mozzo, morto in seguito a una lite col fratello minore Lorenzo, 26 anni, la mattina di domenica 25 giugno.

L'autopsia sul corpo del 31enne

Come riporta Prima Bergamo, l'esame autoptico svolto oggi dall'anatomopatologo dell'Università di Pavia Luca Tajana è durato due ore. Bocche cucite sugli esiti. La relazione completa arriverà entro i prossimi due mesi. Intanto resta ai domiciliari il fratello minore che, davanti al gip, ha raccontato di essersi difeso, dopo che l'altro l'aveva aggredito prima nel parcheggio della discoteca, poi a casa intorno alle 5 del mattino. Quando la vittima gli ha messo le mani al collo mentre erano entrambi ormai finiti a terra, avrebbe reagito per evitare il peggio facendo lo stesso. A quel punto, il fratello trentunenne avrebbe perso conoscenza per poi morire, in seguito a un arresto cardiaco, nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Bergamo dove era stato ricoverato d'urgenza.

Educati e riservati

Una famiglia riservata la loro. A Mozzo, dove vivevano con la madre, non si vedevano molto. Chi li conosceva li ha descritti come molto gentili ed educati. Gianluca si era laureato da poco all'Università di Bergamo, stava per intraprendere un tirocinio di lavoro. Lorenzo, invece, frequenta ancora l'Ateneo cittadino e stava preparando la sua tesi, che avrebbe dovuto discutere a dicembre. Aveva giocato a calcio negli "Amici di Mozzo" e lavorava come commesso nei fine settimana per pagarsi le spese. Il classico bravo ragazzo. Adesso si trova ai domiciliari sconvolto, così come la madre, per quanto è successo.

Sulle cause della lite che ha portato al tragico epilogo restano ancora diverse zone d'ombra. Sembra, però, che tra i due i rapporti fossero tesi da tempo, forse anche per un presunto disagio psicologico del maggiore, con il minore che cercava però di farlo uscire dall'isolamento e includerlo nella sua cerchia di amici.

 

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