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Palazzolo sull'Oglio

Tragedia a Palazzolo: agente si uccide dopo gli attacchi sui social

A mezzanotte aveva terminato il turno di pattugliamento a Cividate, ma non è mai rientrato a casa.

Tragedia a Palazzolo: agente si uccide dopo gli attacchi sui social
Cronaca Bassa orientale, 04 Febbraio 2020 ore 10:32

Colpo di pistola all’alba: agente si uccide in Comune. E’ accaduto alle 5.45 a Palazzolo sull’Oglio (Bs), ancora non sono chiari i i motivi che hanno portato al gesto estremo. La notizia è stata resa nota dai colleghi di BresciSettegiorni.it

Agente si spara in Comune

E’ accaduto questa mattina, 4 febbraio 2020, intorno alle 5.45, in Municipio a Palazzolo sull’Oglio. Secondo i primi accertamenti la vittima, un uomo di 43 anni è un agente della Polizia Locale del quale non si conoscono ancora le generalità. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Chiari, i colleghi della Municipale e un’automedica, ma i sanitari non hanno potuto che constatare il decesso dell’uomo. Gli inquirenti hanno escluso la responsabilità di terzi: si è trattato di un gesto estremo.

In pattuglia a Cividate

A mezzanotte aveva terminato il servizio di pattugliamento serale a Cividate al Piano (Bg) insieme a un collega. Sarebbe dovuto rientrare a casa dalla compagna, ma non è mai arrivato.

Non vedendolo rientrare a casa dopo il turno, la compagna dell’agente si è preoccupata e ha chiamato il Corpo di Polizia. A recarsi in Comune per verificare che il collega non avesse avuto un malore o altri problemi sono stati il comandante dei Vigili e i carabinieri della Compagnia di Chiari. Le Forze dell’ordine, una volta arrivate in Municipio, hanno trovato il corpo senza vita del 43enne nell’auto di servizio. Si è tolto la vita con la pistola di ordinanza.

Cordoglio in Comune

Questa mattina sia i colleghi del Comando di Polizia Locale che i dipendenti comunali, nell’arrivare nel cortile del Municipio, sono rimasti sconvolti per via della drammatica morte dell’amico e collega. L’Amministrazione ha espresso la sua vicinanza nei confronti della famiglia. Il comando di Polizia Locale di Palazzolo è consorziato con Erbusco (Bs), ma in più occasioni aveva messo a disposizione del vicino comune bergamasco i propri agenti, per alcuni pattugliamenti serali.

Non ha retto dopo gli attacchi social

Si era scusato e automultato, ma i leoni da tastiera dei social network non si erano fatti scrupoli ad attaccarlo, anche pesantemente. Nei giorni scorsi l’auto di servizio della Locale di Palazzolo era stata “pizzicata” sulle strisce di un posteggio dedicato ai disabili nei pressi dell’Università di Bergamo. A denunciare il fatto era stato il presidente dell’Anmic Giovanni Manzoni e la notizia aveva fatto il giro delle due province e oltre. Ma l’agente si era subito scusato: “Buongiorno presidente, non ho parole per esprimere il mio rammarico per aver parcheggiato il veicolo nello spazio riservato ai disabili. A seguito di quanto successo voglia accettare un contributo di 100 euro per l’associazione da lei presieduta. Si prega di considerare le scuse e di continuare a credere nelle istituzioni e nel nostro lavoro”.

La stessa associazione, nel ringraziarlo, aveva commentato così: “Questo episodio ha dato la possibilità di rinsaldare la collaborazione tra Anmic e Forze dell’ordine”. Evidentemente, però, di fronte agli attacchi social troppo offensivi è crollato. Al momento non è chiaro se abbia lasciato una lettera o un biglietto in cui spiegava le sue intenzioni.

Interrogazione al Ministro

“Un clima irrespirabile e un inaccettabile linciaggio mediatico: il drammatico suicidio dell’agente di Polizia locale a Palazzolo sull’Oglio, nel bresciano, indigna e deve far riflettere”. Lo dichiarano i deputati di Bergamo di Cambiamo! Alessandro Sorte e Stefano Benigni a proposito del suicidio di un vigile che aveva posteggiato l’auto di servizio in un posto riservato ai disabili a Bergamo. “L’odio attraverso i social, proseguito nonostante le scuse del vigile, deve trovare un limite. Per questo presenteremo un’interrogazione al Ministro competente: chi indossa la divisa va tutelato, non lasciato in balìa degli odiatori”, concludono.

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