Oltre 920 tonnellate di rifiuti tessili stoccate abusivamente in un capannone di Spirano. E’ quanto hanno scoperto, e posto sotto sequestro, i carabinieri Forestali di Brescia che hanno smantellato un’organizzazione con base a Desenzano del Garda: venti gli indagati.
Traffico illecito di rifiuti tessili
Un sodalizio impegnato a gestire e poi smaltire illecitamente abbandonandoli in diversi capannoni del nord Italia, oltre 26mila tonnellate di scarti tessili per un peso di oltre 50 milioni di capi d’abbigliamento provenienti perlopiù dalla Toscana. In prima linea il Gruppo Carabinieri Forestali di Brescia coadiuvati dai colleghi di Roma e Cagliari, dai reparti territoriali dell’Arma e da unità cinofile della Guardia di Finanza. Le indagini sono state condotte dai Nuclei Carabinieri Forestale di Iseo, Breno ed Edolo e coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia bresciana.
Un intero complesso aziendale
Le indagini hanno portato alla scoperta di un intero complesso aziendale della “Ri.Te.Ca” attiva nel Bresciano nel settore del recupero rifiuti, una flotta di autoarticolati abusivamente impiegati per i trasporti e risorse finanziarie per circa 12 milioni di euro. É stata data esecuzione al sequestro preventivo finalizzato alla confisca emesso dal gip del Tribunale di Brescia, per i reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti e gestione di discarica abusiva. Verranno posti sotto sequestro, in particolare, rapporti finanziari e beni immobiliari in provincia di Brescia, Verona, Mantova, Lodi e Nuoro.
Traffico illecito di rifiuti tessili
Il sodalizio avrebbe gestito e smaltito illegalmente per poi abbandonarli in diversi capannoni del Nord Italia oltre 26mila tonnellate di scarti tessili, pari ad oltre 50 milioni di capi d’abbigliamento, provenienti in gran parte dalla Toscana. Dalle ricostruzioni pare che coloro che guidavano il sodalizio prima ritiravano a prezzi concorrenziali i rifiuti tessili senza passare per le operazioni di igienizzazione, i rifiuti venivano poi riclassificati come materia prima recuperata (End of Waste). In questo modo venivano quindi riempiti 15 capannoni industriali dislocati in 9 province tra Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Tra questi anche quello scoperto a Spirano dove si trovavano stoccate 925 tonnellate di rifiuti tessili.
Sempre il sodalizio si sarebbe poi occupato della ricerca e dell’affitto dei capannoni tramite società di comodo costituite ad hoc e intestate a prestanome indigenti. Quando i locali risultavano ormai saturi di rifiuti i soggetti smettevano di pagare il canone di locazione trasformando gli stabili in questione e le pertinenze in enormi discariche abusive. Ma l’organizzazione non solo abbandonava illecitamente i rifiuti, in parallelo si disfavano di parte dei rifiuti esportandoli illecitamente in Turchia. Grazie al coordinamento con l’OLAF (Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode), è stato documentato l’invio di circa 2 mila tonnellate di scarti tessili, sempre sotto le mentite spoglie di “End of Waste”, verso un sito della città turca di Denizli.