Il dato

Test sierologici, a Bergamo il 57% positivi. Ma occhio al campione, che inganna

Giupponi: "Ma la maggior parte li abbiamo effettuati su casi già in quarantena fiduciaria", moltissimi a Nembro e Alzano.

Test sierologici, a Bergamo il 57% positivi. Ma occhio al campione, che inganna
Cronaca Bergamo e hinterland, 08 Giugno 2020 ore 22:30

Ben 5669 positivi su 9965 cittadini testati. Una percentuale di diffusione del virus impressionante quella che emergerebbe dai dati diffusi da Ats Bergamo, che ha aggiornato oggi i risultati della campagna di test sierologici effettuati a partire dal 23 aprile. Ma è più che probabile che alla base del dato ci sia un "effetto ottico" dovuto alla scelta del campione.

Test sierologici: i risultati dell'Ats

Su 20mila 369 test sierologici refertati sul territorio di Bergamo per il periodo 23 aprile / 3 giugno 2020, 9965 sono stati effettuati su "cittadini", mentre 10404 su operatori sanitari. Dei test sui cittadini, 5665 sono risultati positivi (il 56,9%), 3909 negativi (39,2%) e 387 "dubbi" (3,9%). Ma il dato   per essere correttamente interpretato dev'essere letto insieme al criterio scelto per selezionare il campione, che non è affatto "rappresentativo" della popolazione tout court.

Testati i cittadini già in quarantena

Come spiega il direttore generale dell'Ats Massimo Giupponi, "sono stati sottoposti al prelievo ematico moltissimi cittadini - nella maggior parte dei casi già in quarantena fiduciaria - di Alzano, Nembro e Albino e, più in generale, della Bassa Valle Seriana, territori che sono stati colpiti dal Coronavirus in modo maggiore rispetto ad altre zone della provincia bergamasca e della Lombardia".

Non si tratta quindi di un campione "neutro" per misurare in generale l'avvenuta esposizione al virus nella nostra provincia.  Al di là infatti della provenienza di molti soggetti testati dalla Val Seriana, trattandosi di cittadini in gran parte già in quarantena  è  lecito aspettarsi che siano stati perlomeno a contatto diretto - in quanto familiari, magari - con cittadini positivi e sintomatici.

I test tra i medici e gli infermieri

Tra medici e personale sanitario, figure potenzialmente molto esposte al rischio di contagio, i test sierologici dicono d'altra parte che hanno sviluppato una reazione al virus 3185 operatori su 10404, il 30,6%, contro il 66,8% di negativi (6953) e il 2,6% di dubbi (266).

Bene spiegarlo: i test sierologici non sono affatto equivalenti ai tamponi ed essere risultato positivo al test non significa affatto essere attualmente infetti. La positività indica che il corpo ha sviluppato una reazione dopo essere stato infettato - in un arco di tempo precedente al test   - dal virus. L'infezione può essere quindi già conclusa.

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