A far strage di una trentina di anatre che nuotavano nel Vallo Colleonesco una dozzina di giorni fa è stato il botulino, lo confermano le analisi effettuate da Ats.
Il killer silenzioso delle anatre
Non l’influenza aviaria, non un untore che le ha avvelenate: a uccidere più della metà delle anatre che da anni abitano il bellissimo Vallo Colleonesco che circonda il centro storico, amate e coccolate dall’intera cittadinanza, è stata una tossina.
“E’ giunto l’esito da parte dei tecnici in merito alle analisi effettuate sulle anatre: tossina botulinica – ha confermato il sindaco Pasquale Busetti – Dai primi accertamenti si pensava a una situazione peggiore, comunque da parte nostra rimarremo sempre in contatto con Ats, per monitorare”.
Cos’è la tossina botulinica
Il primo cittadino ha avuto dei chiarimenti sulla natura del morbo che ha mietuto così tante vittime e ha lasciato altri volatili in sofferenza.
“Il botulismo aviare è una malattia neuroparalitica riconosciuta come una delle principali cause di mortalità negli uccelli selvatici – ha spiegato – causata dall’ingestione di una tossina prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Questo batterio è molto diffuso sotto forma di spore in ambienti privi di ossigeno, come i suoli e i sedimenti acquatici di zone umide, paludi e laghi. Gli uccelli selvatici possono contrarre il botulismo cibandosi di altri animali che ospitano la tossina o consumando larve infette derivate da animali morti. Gli uccelli colpiti non sono più in grado di controllare i muscoli del collo, delle ali e delle zampe. Con collo e muscoli paralizzati non possono tenere la testa alta e spesso annegano. La morte può anche derivare da privazione di acqua, blocco respiratorio e predazione”.
La tremenda calura di questa estate torrida e la poca acqua presente nel Vallo Colleonesco, causa siccità, hanno creato le condizioni perché il batterio si diffondesse.
“Le temperature elevate e un’adeguata fonte di nutrienti come materiale vegetale o animale in decomposizione, determinano la germinazione delle spore e la produzione della tossina botulinica – ha concluso il sindaco – Anche le fluttuazioni dei livelli idrici nelle zone stagnanti poco profonde possono portare al riscaldamento del suolo e dei sedimenti e favorire così la produzione delle tossine. Focolai di botulismo aviare possono presentarsi ciclicamente purtroppo, al manifestarsi di condizioni ambientali favorevoli”.
C’è da sperare che ci si attrezzi sempre meglio nella raccolta e nella gestione delle acque in genere, e non solo a Martinengo, visto che il cambiamento climatico non fa sconti.