Cronaca

Sparo in centro a Stezzano per un debito di droga: arrestato 52enne

Un mancato pagamento di 1700 euro per droga sarebbe all'origine del tentato omicidio dello scorso 22 aprile ai danni di un 39enne

Sparo in centro a Stezzano per un debito di droga: arrestato 52enne

Un colpo di pistola esploso in pieno centro, la fuga disperata della vittima, i tentativi di depistaggio e, infine, l’arresto. I carabinieri della Stazione di Stezzano hanno chiuso il cerchio su un grave fatto di sangue avvenuto la sera del 22 aprile 2025 in via Canonici, assicurando alla giustizia il presunto responsabile e sequestrando l’arma utilizzata. In manette è finito un uomo del ’74, milanese d’origine ma residente a Stezzano, già noto alle Forze dell’ordine, ritenuto gravemente indiziato dei reati di tentata estorsione aggravata e porto e detenzione illegale di arma da fuoco.

Lo sparo per un debito di droga

La vicenda ha inizio un anno fa, quando alcuni cittadini segnalano un forte boato nei pressi del civico 52 di via Canonici. I primi testimoni – due giovani che si trovavano nei pressi della sede locale del Partito Democratico – raccontano ai militari di aver visto un uomo fuggire a gambe levate da un cortile, inseguito da un secondo individuo armato di pistola.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, hanno subito svelato lo scenario dietro lo sparo, identificando la vittima in un uomo dell’87 nato a Chiari, residente a Stezzano e già noto alle Forze dell’ordine, che era riuscito a scampare al proiettile. Gli investigatori hanno ricondotto il movente dell’agguato a un debito di droga non saldato: l’aggressore pretendeva infatti la restituzione di circa 1.700 euro per precedenti cessioni di sostanze stupefacenti.

Le indagini e il tentativo di fuga al Sud

Nonostante i primi sopralluoghi sulla scena del crimine non avessero dato esiti evidenti, i militari hanno avviato una meticolosa attività investigativa incrociando testimonianze, tabulati, intercettazioni e telecamere. La svolta è arrivata grazie ad alcuni riscontri tecnici fondamentali, come il rinvenimento di un bossolo calibro 9 mm dentro un tombino in Piazza Libertà e l’individuazione del foro del proiettile su una parete vicina al luogo dei fatti.

Ad incastrare l’indagato sono state anche le immagini dei sistemi di videosorveglianza, che lo hanno ripreso subito dopo lo sparo mentre cercava di disfarsi delle prove, per poi entrare in un locale pubblico per un cambio d’abito improvvisato nel tentativo di non farsi riconoscere, prima di scappare verso il Sud Italia in attesa che si calmassero le acque. Le successive attività tecniche hanno inoltre dimostrato come l’uomo, anche dopo il fatto, avesse continuato a cercare la vittima con modalità fortemente intimidatorie per ottenere il denaro preteso.

L’arma sepolta nell’aiuola

Il solido quadro indiziario ha spinto il gip di Bergamo a emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’uomo è stato rintracciato e arrestato il 30 aprile 2026, venendo poi trasferito nel carcere di Bergamo. La conclusione definitiva dell’operazione è arrivata lo scorso 30 giugno: a seguito di ulteriori approfondimenti e grazie alla successiva collaborazione dello stesso indagato, i carabinieri hanno rinvenuto l’arma del delitto. Si tratta di una pistola Beretta calibro 9 corto, completa di 11 cartucce, che l’uomo aveva impacchettato accuratamente e sotterrato in un’aiuola vicino alla propria abitazione. L’arma è stata posta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per i necessari accertamenti balistici e scientifici.