E’ successo venerdì a Romano, allontanato da uno stabilimento storico, un giovane inscena un falso incidente davanti agli addetti alla sicurezza.
Il ritrovamento nello stabilimento e l’allontanamento
Venerdì sera, intorno alle 21, via Balilla a Romano è stata teatro di un episodio dai contorni inquietanti. All’interno di uno stabilimento storico della città, un individuo, apparentemente giovane e in evidente stato confusionale, è stato notato mentre si aggirava senza una ragione apparente. Intercettato dall’apparato di sicurezza interna, l’uomo non è riuscito a fornire spiegazioni chiare sulla sua presenza e, dopo un breve confronto, è stato accompagnato fuori dai cancelli. La situazione, tuttavia, non si è conclusa con l’allontanamento. All’esterno dello stabilimento, mentre gli addetti alla sicurezza continuavano a chiedere spiegazioni e documentavano la scena con il cellulare, l’uomo ha iniziato a farfugliare risposte sconnesse, mostrando un comportamento sempre più imprevedibile. Poi, improvvisamente, qualcosa ha attirato la sua attenzione: un’autovettura che stava sopraggiungendo lungo via Balilla.
La messinscena del falso incidente
Davanti agli occhi increduli degli addetti alla sicurezza, l’uomo si è posizionato al centro della carreggiata, costringendo l’automobilista a rallentare. A quel punto ha messo in atto il gesto clou: si è lanciato volontariamente contro la fiancata destra dell’auto, urtando lo specchietto e provocando un danno visibile. Subito dopo si è lasciato cadere a terra sulla pista ciclopedonale, simulando un malore e fingendo di essere stato investito. La scena, però, era interamente ripresa. Quando gli addetti alla sicurezza gli hanno fatto notare di avere il filmato che documentava chiaramente la dinamica volontaria dell’urto, l’uomo ha interrotto all’istante la recita: si è rialzato di scatto e si è dato alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Non si tratta di un episodio isolato. Un fatto analogo era stato segnalato nel quartiere Nord, in via Cappuccini, un paio di settimane prima. Anche lì un uomo si era gettato contro un’auto in transito, fingendo di essere stato investito e rifiutando poi soccorsi e interventi, prima di scappare. Resta da chiarire se si tratti dello stesso individuo.
La truffa del “falso stradale” e come tutelarsi
Quello andato in scena è un classico esempio di “falso incidente stradale”, una truffa ben nota: il pedone si lancia contro il veicolo, simula lesioni e tenta di estorcere un risarcimento immediato in contanti o tramite prelievo al bancomat, evitando assicurazioni e autorità. È un reato a tutti gli effetti, che rientra nella categoria delle truffe. In questi casi è fondamentale non cedere alle richieste e chiamare subito le forze dell’ordine e i soccorsi sanitari, anche se l’interessato li rifiuta. Occorre inoltre informare tempestivamente la propria compagnia assicurativa, fornendo la propria versione dei fatti entro 30 giorni dal presunto sinistro. Il mancato riscontro, infatti, può attivare il principio del “silenzio-assenso”, con il rischio che l’assicurazione proceda al risarcimento. È consigliabile richiedere l’accesso agli atti relativi alla denuncia del sinistro e comunicare formalmente il disconoscimento dell’evento. Infine, passaggio essenziale è la querela: per questo tipo di reato è una condizione di procedibilità senza la quale l’autorità giudiziaria non può avviare le indagini. Segnalare e denunciare resta l’arma più efficace per fermare una truffa che, a Romano, non sembra più essere un caso isolato.