Di natali bresciani, suor Benedetta ha vissuto e servito a Morengo per quasi due decadi tra i primi anni Sessanta e gli anni Ottanta.
Una vita dedicata al Signore con le Orsoline
L’annuncio della dipartita della religiosa, dato dalle sue consorelle nella mattina del 13 marzo, ha raggiunto la comunità nei giorni a seguire, lasciando un ricordo affettuoso da parte dei morenghesi meno giovani, che ben ricordano suor Benedetta e quanto da lei fatto per il paese e i suoi abitanti. Originaria di Angolo Terme, la classe ‘38 Anna Maria Bertocchi – poi divenuta suor Benedetta – ha mostrato fin da giovanissima grande simpatia per le suore, che hanno lasciato un’impronta indelebile nella sua gioventù, tanto da farle decidere di consacrarsi al Signore. Nel 1955, dunque, l’ingresso all’istituto delle Orsoline di Gandino, seguito l’anno successivo dall’adozione dell’abito religioso e, nel 1965, dalla consacrazione con la professione perpetua. Subito dopo l’ingresso in convento, suor Benedetta ha messo a disposizione le proprie doti di cuoca e, una volta conseguito il diploma necessario, ha assunto la responsabilità della cucina di varie scuole materne del territorio, tra cui anche quella di Morengo, dove ha vissuto dal 1961 al 1965, dal 1967 al 1970 e poi ancora, dal 1971 al 1981. Dal 1995, invece, il trasloco nella casa generalizia di Bergamo, dove ha collaborato nella gestione degli spazi e delle faccende insieme alle sue sorelle, mentre nel 2016 è arrivato il “pensionamento” presso la casa madre di Gandino, dove si è spenta la settimana scorsa.
Il ricordo delle consorelle
A trasmettere un ricordo di suor Benedetta è stata una delle sue sorelle orsoline, suor Melania:
“Suor Benedetta aveva sempre svolto il servizio di cuoca, ma quando è giunta alla casa generalizia di Bergamo, nel 1995, lo staff della cucina era al completo. E’ allora diventata una presenza gioiosa e servizievole là dove c’era bisogno: nella pulizia, in lavanderia o in stireria. Nel pomeriggio si ritrovava con un gruppetto di ex missionarie o anziane: lavoravano a maglia, recitavano il rosario e facevano una mezz’ora di lettura spirituale. La sentivo ridere e stupirsi con il suo consueto entusiasmo per ogni piccola gioia, e passava spesso a salutarmi nel mio ufficio con parole di fede”.
Ricordata come anima semplice e sensibile, capace di entusiasmarsi per le piccole gioie quotidiane, suor Benedetta è stata salutata con affetto lunedì mattina sia dalle consorelle di una vita che dai morenghesi, che ne hanno ricordato la bontà e la gentilezza nei lunghi anni trascorsi in paese, dove ha saputo lasciare, nonostante il trascorrere del tempo, un ricordo sentito e vivo in chi l’ha conosciuta.