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Scandalo protesi, chiusura delle indagini

Il medico colognese reclutava pazienti e il luminare dell'ortochirurgia impiantava rotule e anche di scarsa qualità. Entrambi secondo i pm erano pagati dall'azienda produttrice.

Scandalo protesi, chiusura delle indagini
Cronaca Treviglio città, 01 Giugno 2018 ore 16:39

Scandalo protesi: la Procura di Monza ha chiuso le indagini sul presunto giro di tangenti connesse all’utilizzo di protesi dell’azienda “Ceraver” in alcuni ospedali della Lombardia.

Scandalo protesi: indagini chiuse

L’avviso di conclusione è stato recapitato stamane ai chirurghi e ai medici coinvolti, nove in tutto.  Chiuse le indagini sul responsabile commerciale dell’azienda Denis Panico e del venditore di zona, Marco Camnasio. Ora starà al giudice valutare le prove raccolte.  Leggi di più sul GiornalediLecco.it

Il giro di protesi scadenti

L’organizzazione  si occupa secondo la Magistratura di smerciare e installare a suon di mazzette  protesi di marca “Ceraver” e altri prodotti. Ai medici di base coinvolti nell’indagine sono confermate le accuse di aver percepito un “compenso fisso mensile e di una percentuale sulle visite effettuate” a fronte del reclutamento di pazienti da indirizzare ai chirurghi ortopedici compiacenti. Entrambi hanno sempre negato gli addebiti.

Tre nuovi indagati francesi

Nel provvedimento a firma del Procuratore Aggiunto di Monza Manuela Massenz, sono comparsi tre nuovi indagati. Si tratta di Remì Charles Joseph Shimel, Philippe Cuisset e Daniel Balanqueaert, rispettivamente ex amministratore delegato, presidente del consiglio di amministrazione e amministratore delegato dal 2016 della società francese di protesi. I tre sono accusati di aver avallato il presunto corrispettivo in denaro, beni o utilità dato ai medici a vario titolo per utilizzare i loro prodotti, protesi e integratori.

Associazione a delinquere

Nel provvedimento di chiusura delle indagini svolte dalla Guardia di Finanza di Milano e coordinate dal Procuratore Aggiunto di Monza Manuela Massenz, i chirurghi ortopedici e due dipendenti dell’azienda di protesi Ceraver restano indagati a vario titolo per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, per “essersi associati allo scopo di commettere delitti contro la Pubblica Amministrazione”, si legge nelle carte, “corruzioni dirette a incrementare le vendite e i profitti, di protesi ortopediche della Ceraver s.r.l. alle strutture sanitarie private convenzionate con il Servizio Sanitaria Nazionale”.

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