Santuario in miniatura, undici anni di impegno e passione FOTO

Ha iniziato a costruirlo nel 2007 di ritorno da un viaggio in Inghilterra. Per sei ore al giorno lavorava nel suo garage laboratorio in via San Francesco.

Santuario in miniatura, undici anni di impegno e passione FOTO
Treviglio città, 24 Novembre 2017 ore 09:16

Undici anni di lavoro per realizzare un modello del Santuario della Beata Vergine del Fonte assolutamente perfetto. A pensarci sembra assurdo, quasi impossibile. Eppure, Mario Grasselli, 77 anni, ex modellista meccanico in pensione, ci è riuscito.

Undici anni nel garage-laboratorio

Nel suo garage in via San Francesco, trasformato in un laboratorio, ci ha trascorso gran parte degli ultimi undici anni. Per almeno sei ore al giorno si è chiuso all’interno per lavorare al gioiello, realizzato in scala uno a sessanta, che oggi è ormai pronto. Manca giusto qualche dettaglio e poi potrà essere esposta. La costruzione del modello è iniziata nel 2007 di ritorno da un viaggio in Inghilterra dove Mario era solito trovare i disegni che poi ispiravano la realizzazione dei modelli navali in legno. «Durante l’ultimo viaggio non sono riuscito a ottenere i disegni che mi interessavano - ha raccontato Grasselli - Così quando sono tornato ho pensato di realizzare la chiesa parrocchiale, ma mi era sembrata troppo semplice. Poi ho deciso per il Santuario».

Un lavoro certosino

«Ho trascorso i primi tre mesi a prendere tutte le misure, a scattare fotografie e realizzare bozzetti - ha spiegato - ho trascorso moltissimo tempo al Santuario perché volevo che il modello risultasse identico».
Chi lo guarda oggi no può che restarne affascinato. I dettagli sono curati nei minimi particolari. Tre i tipi di legno utilizzati per ricreare in modo naturale i colori del tempio mariano. L’orologio, le campane in ferro battuto, tutto è fatto rigorosamente a mano. Grazie a un pistone la parte superiore può essere sollevata e scoprire l’interno del Santuario. Guardare attraverso la porta d’ingresso dà l’illusione di trovarsi davvero lì.  I pavimenti sono realizzati nei minimi particolari, così come l’altare maggiore e gli altari laterali.

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Numeri impressionanti

In tutta l’opera non c’è nemmeno una vite. Parliamo di 15mila pezzi assemblati tra loro, 22mila tegole e ancora, finestre e porte realizzate nel dettaglio. Persino le statue presenti all’interno e sulla cupola sono di una precisione straordinaria. E non c’è macchinario, se non una fresa, ad aiutare Mario che lavora il legno con le sua mani come fosse plastilina.
Mancano solo le panche...«Me lo dicono tutti - ha sorriso Mario - E rovinare la bellezza del pavimento?»

Una mostra in primavera

E ora che il santuario finalmente è pronto, che fare?
«Vorrei che venisse esposto - ha detto - la mia gratificazione più grande e che in tanti possano vederlo. Sicuramente la prima mostra voglio che sia a Caravaggio, ma aspetterò la primavera».
Questa passione, coltivata fin da ragazzo, ha portato a Mario già molte soddisfazioni: premi e medaglie che riconoscono la sua bravura. Le ultime lo hanno visto secondo al campionato mondiale nel 2015 e secondo al campionato nazionale nel 2017.