Grande partecipazione e forte spirito di solidarietà hanno caratterizzato domenica scorsa il pranzo solidale organizzato da Amare ODV presso l’Oratorio San Tarcisio. Il salone dell’oratorio si è riempito di cittadini e volontari che hanno voluto condividere un momento conviviale trasformandolo in un gesto concreto di aiuto verso il villaggio di Pokong, in Etiopia. L’iniziativa, nata in occasione della Giornata Internazionale della Donna, ha rappresentato molto più di un semplice pranzo: è stata un’occasione per costruire un ponte di solidarietà tra la comunità della Bassa bergamasca e una realtà lontana che vive ancora condizioni di grande difficoltà.
Una comunità unita per sostenere un progetto concreto
Il salone dell’oratorio completamente gremito ha testimoniato la grande sensibilità della comunità di Covo verso i temi della solidarietà internazionale. Famiglie, volontari e sostenitori hanno partecipato numerosi all’iniziativa, condividendo lo spirito del progetto “Un mulino per le donne di Pokong”. L’obiettivo è semplice quanto fondamentale: dotare il villaggio di una macchina per la macinazione dei cereali. In questa zona della regione di Gambella, dove vive prevalentemente la comunità di etnia komo, la preparazione del cibo è affidata quasi esclusivamente alle donne. Ancora oggi i cereali vengono macinati manualmente con strumenti rudimentali, un lavoro lungo e faticoso che richiede molte ore di impegno quotidiano. Disporre di un mulino significa ridurre drasticamente questo carico di lavoro e permettere alle donne di recuperare tempo, energie e dignità, migliorando allo stesso tempo le condizioni di vita dell’intera comunità.
Il ringraziamento degli organizzatori e dei volontari
Tra i momenti più significativi dell’incontro, l’intervento dell’organizzatrice e volontaria di Amare ODV Elena Vittori, che ha voluto esprimere un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti.
“Voglio ringraziare di cuore tutte le persone che oggi hanno scelto di essere qui e di condividere questo momento di solidarietà. La grande partecipazione dimostra quanto la nostra comunità sappia essere sensibile e attenta ai bisogni degli altri”.
Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche ai volontari che rendono possibile l’attività dell’associazione.
“Il grazie più grande va ai volontari che, non solo oggi ma ogni giorno, dimostrano un attaccamento straordinario alla causa e lavorano con passione per sostenere i nostri progetti. Senza il loro impegno costante, iniziative come questa non potrebbero esistere”.
Un mulino che porterà sviluppo e dignità
Il progetto sostenuto dall’iniziativa prevede l’acquisto e l’installazione di una macchina per la macinazione dei cereali, il trasporto e l’assemblaggio in loco, la formazione tecnica della comunità e la creazione di un comitato di villaggio incaricato della gestione.
L’intervento, dal valore complessivo di oltre 16 mila euro, è dedicato alla memoria di Angelo Moreschi, già vescovo di Gambella e figura profondamente legata al territorio etiope. Grazie alla partecipazione della comunità di Covo, il progetto compie ora un passo importante verso la sua realizzazione, confermando come anche un gesto semplice, come condividere un pranzo, possa trasformarsi in un aiuto concreto capace di cambiare la vita di un intero villaggio.
“Partecipare a iniziative come questa significa contribuire direttamente alla realizzazione di un’opera destinata a trasformare la quotidianità di molte donne. – è stato ricordato durante l’incontro – In un contesto dove la fatica fisica determina la possibilità stessa di nutrire la famiglia, un mulino diventa simbolo di libertà e sviluppo”.
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