Crisi

RSA in crisi: a rischio occupazione e rette

Le RSA chiamano le famiglie che hanno fatto domanda di ingresso per accelerare le pratiche

RSA in crisi: a rischio occupazione e rette
Cronaca Bergamo e hinterland, 23 Maggio 2020 ore 12:08

Dalla CISL arriva un comunicato di protesta. Destinatari del messaggio, Regione Lombardia e ATS. Secondo Emilio Didonè, segretario generale FNP CISL Lombardia, le RSA in crisi stanno chiamando a raffica le famiglie che hanno fatto domanda di ingresso per un parente chiedendo l’interesse a avviare il ricovero dai primi di giugno.

RSA in crisi di astinenza

“Le RSA sono in “crisi di astinenza” da ricoveri – spiega Didonè – Dopo la tragedia di marzo, che ne ha dimezzato l’utenza per colpa di una scellerata delibera regionale, ora Fondazioni e Società di gestione si stanno contendendo i “clienti”: da Regione Lombardia siamo ancora in attesa della delibera su protocolli e misure di sicurezza per riaprire i cancelli delle RSA, e questo si ripercuote sulla serenità del personale delle Case di riposo e sulle famiglie”.

Aumenti per le famiglie

I problemi finanziari derivati dai letti non occupati non sono pochi. Le RSA in crisi stanno tamponando il problema con l’attribuzione di ferie pregresse, recuperi ore e altri strumenti per andare incontro ai dipendenti. Aumentano anche le rette a carico delle famiglie. Decisione giustificata dai bilanci in negativo, ma che riguarda mediamente 100 euro a famiglia.

“Regione Lombardia deve farsi carico della soluzione a un problema di cui è stata protagonista - conclude Didonè -  Diventa necessaria una risposta alla richiesta socio assistenziale dei territori . La rete lombarda delle RSA, 708 strutture con quasi 65000 posti letto, con un incidenza di copertura sugli ultra65enni del 2,83%, è una risorsa che va valorizzata e migliorata nel contesto generale della sanità territoriale. Diventa indispensabile ed impellente che le autorità preposte intervengano, è necessario ripristinare e, potenziare, le risposte sul territorio anche in termini socio- assistenziali. In particolare ci rivolgiamo a Regione Lombardia e alle ATS delle varie province affinché con estrema urgenza ripristinino gli ingressi nelle RSA attingendo alle liste d’attesa, fornendo così, una risposta al bisogno assistenziale dei cittadini mettendo allo stesso tempo in sicurezza l’occupazione dei lavoratori in questi enti”.

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