Dalle presunte aggressioni verbali denunciate dai sindacati alle richieste di verifica sulla governance della struttura: il partito Azione è intervenuto sulla vicenda che coinvolge la RSA di Fontanella
Il caso Domus Edera e le accuse dei sindacati
Cresce la tensione attorno alla RSA Domus Edera di Fontanella dopo quanto riportato e denunciato dalle organizzazioni sindacali in merito ai recenti rapporti interni alla struttura. Secondo le ricostruzioni emerse, l’ultimo incontro tra le parti avrebbe registrato un’escalation di conflittualità, culminata in aggressioni verbali attribuite al presidente della Fondazione, Maurizio Conchetti, nel corso di un confronto con i rappresentanti dei lavoratori. Una vicenda che ha spinto Azione Bergamo a prendere posizione ufficialmente, esprimendo profonda preoccupazione e una ferma condanna per atteggiamenti che, se confermati, risulterebbero incompatibili con il ruolo istituzionale ricoperto e con il contesto delicato di una residenza sanitaria assistenziale. Il partito sottolinea come il confronto sindacale rappresenti un pilastro irrinunciabile delle relazioni di lavoro e come la sua compressione rischi di compromettere non solo i diritti dei dipendenti, ma anche il funzionamento stesso del servizio offerto.
Biancullo: “Toni intimidatori e frasi sessiste inaccettabili”
Nel denunciare pubblicamente l’accaduto, interviene Celenia Biancullo, capolista della minoranza consiliare a Fontanella e Responsabile Enti Locali di Azione a Bergamo, che richiama l’attenzione sul clima che si sarebbe venuto a creare all’interno della struttura. Parole dure che si inseriscono in un contesto già segnato da criticità strutturali, come la carenza di personale e le incertezze contrattuali, temi che, secondo Azione, non possono essere messi a tacere con la forza o l’intimidazione. Biancullo richiama inoltre il ruolo dell’Amministrazione comunale, ricordando che il Consiglio di Amministrazione della RSA è di nomina comunale.
“Riteniamo inaccettabile che, all’interno di una struttura di eccellenza e delicatezza come dovrebbe essere una RSA, il confronto democratico e sindacale venga sostituito da toni intimidatori – commenta Biancullo. – Atteggiamenti autoritari e frasi sessiste, minacce del tutto inopportune e fuori luogo, denigrazioni e vessazioni da parte del presidente, a detta del quale le donne dipendenti della struttura ‘si devono occupare solo della loro casa, sono indice di un clima retrogrado, dove le donne lavoratrici non hanno libertà di espressione e di pensiero. Sollecitiamo l’Amministrazione di Fontanella a intervenire con urgenza per verificare la tenuta della governance e garantire la serenità dei lavoratori: la carenza di personale e le incertezze contrattuali non sono temi che possono essere ignorati o messi a tacere con la forza, poiché influenzano direttamente la qualità dell’assistenza agli ospiti. Continueremo a monitorare la situazione e a esigere rispetto verso chi lavora nella RSA”.
La richiesta di chiarimenti e la difesa della dignità del lavoro
A rafforzare la posizione interviene anche il segretario provinciale di Azione Bergamo, Rossano Pirola, che allarga lo sguardo al ruolo delle RSA nel sistema di welfare locale.
“Azione Bergamo pone al centro della propria visione politica la dignità del lavoro e la qualità dei servizi alla persona, due pilastri che non possono prescindere da relazioni industriali basate sul rispetto reciproco. Le RSA sono un tassello fondamentale del nostro welfare e reggono anche grazie al sacrificio di operatori spesso sotto organico e sotto pressione. – ha detto – Pirola – Rispondere alle loro istanze contrattuali e organizzative con l’aggressività non è solo un errore gestionale, ma una mancanza di rispetto verso l’intera comunità di Fontanella. Chiediamo alla Presidenza della Fondazione Domus Edera di chiarire immediatamente quanto accaduto e ristabilire un clima di dialogo civile. Dal canto nostro, esprimiamo piena solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici coinvolti in questa spiacevole vicenda”.