Più anziani, rette sempre più elevate e liste d’attesa che continuano a pesare sulle famiglie. È una realtà complessa quella che emerge dall’ultimo report sulle Residenze sanitarie assistenziali elaborato dalla Fnp Cisl Lombardia, che fotografa la situazione delle Rsa bergamasche e dell’Ats Valpadana, comprendente il Cremasco e il Mantovano.
Rsa, costi sempre più alti per le famiglie
Da un lato cresce l’offerta di posti letto e si registra una lieve riduzione delle richieste in attesa nel territorio bergamasco; dall’altro aumentano i costi a carico degli ospiti e delle loro famiglie, mentre nel Cremasco le liste d’attesa segnano addirittura un’impennata.
Nella provincia di Bergamo gli over 65 hanno ormai raggiunto quota 255.211, pari al 22,9% della popolazione. Le Rsa presenti sul territorio sono salite a 69, con 6.651 posti letto autorizzati. Numeri in crescita rispetto all’anno precedente, ma ancora insufficienti a garantire una copertura adeguata rispetto all’invecchiamento della popolazione: i posti disponibili rappresentano infatti il 2,61% degli anziani residenti, una percentuale inferiore alla media lombarda del 2,85%.
Il dato che maggiormente preoccupa il sindacato riguarda però le rette. Negli ultimi quattro anni le Rsa bergamasche hanno registrato aumenti medi del 18%, i più elevati della Lombardia. Tradotto in termini concreti significa oltre 11 euro al giorno in più rispetto al passato, con costi che incidono pesantemente sui bilanci familiari. Anche osservando le strutture del Trevigliese emergono differenze significative, con un minimo di meno di 60 euro al giorno e massimi ben superiori ai 100 (i numeri sono nelle tabelle sottostanti, realizzate con i dati delle Ats Bergamo e Valpadana).
Attese in miglioramento, ma ancora lunghe
Se il costo rappresenta il primo problema per le famiglie, il secondo è senza dubbio quello delle liste d’attesa. Nel Bergamasco il dato complessivo è in lieve miglioramento rispetto al 2024, tanto che l’Ats di Bergamo è risultata l’unica della regione a registrare una diminuzione delle domande in sospeso. Nonostante ciò le richieste ancora in attesa superano quota 14mila. Anche nel nostro territorio le graduatorie restano particolarmente lunghe. A Crema la Fondazione Benefattori Cremaschi registra ben 582 domande in lista, il dato più elevato tra le strutture considerate. Numeri molto alti anche a Palosco, con 347 richieste in attesa, a Cologno al Serio con 329, a Vailate con 317 e a Rivolta d’Adda con 310. Situazione impegnativa anche a Pandino, dove le domande in attesa sono 235, a Brignano Gera d’Adda con 219 e nelle Rsa di Martinengo e Urgnano, entrambe vicine alle 200 richieste. Fa eccezione la Fondazione Domus Edera di Fontanella, che non registra alcuna lista d’attesa, mentre la Santa Gianna di Treviglio conta appena sette domande e il Giovanni Paolo II quattordici.

Ancora più critica la situazione nel territorio dell’Ats Valpadana, dove il report della Fnp Cisl segnala un incremento delle liste d’attesa del 27% in un solo anno: dalle 9.046 domande del 2024 si è passati alle 11.492 del 2025. I tempi medi per ottenere un posto oscillano tra i tre e i sei mesi, ma in alcuni casi possono arrivare fino a un anno.
Giacomo Meloni, segretario generale della Fnp Cisl Bergamo, richiama l’attenzione sulla necessità di intervenire. Secondo il sindacato servono maggiori contributi pubblici, una piena attuazione delle misure previste dalla normativa sulla non autosufficienza e nuove strategie per contenere i costi di gestione delle strutture. La sfida dei prossimi anni sarà infatti quella di garantire assistenza a una popolazione sempre più anziana senza scaricare l’intero peso economico sulle famiglie. Perché se l’invecchiamento della popolazione è un fenomeno ormai strutturale, altrettanto strutturale dovrà diventare la capacità del sistema socio-sanitario di offrire risposte accessibili, sostenibili e tempestive.