L’evento si è svolto lunedì 14 settembre 2026 a Romano , nell’ambito delle celebrazioni per i vent’anni del Museo d’Arte e Cultura Sacra, fondato in città nel 2006
La musica accende la festa
Vent’anni di arte, cultura e bellezza, ma anche di incontri e di comunità. È questo il filo conduttore delle celebrazioni organizzate dal Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano per ricordare i due decenni trascorsi dalla sua fondazione, avvenuta nel 2006. E proprio la musica è stata protagonista della seconda serata del programma «Continua il Laudato Si’ – Macs Vent’anni di bellezza e arte», andata in scena lunedì sera sul sagrato della Basilica di Santa Maria Assunta. A trasformare la serata in una grande festa sono stati i S. Antonio David’s Singers, accompagnati dai loro coristi, solisti e musicisti. Il repertorio Spiritual e Gospel ha coinvolto il pubblico con ritmo, energia e una grande partecipazione, creando un’atmosfera capace di andare oltre il semplice concerto. Una piazza ideale della cultura e della comunità, dove le voci degli artisti si sono intrecciate con quelle del pubblico e dove la musica è diventata occasione di condivisione. Un appuntamento che ha richiamato numerose persone e che ha confermato il ruolo del Macs come luogo non soltanto dedicato alla conservazione e alla valorizzazione dell’arte sacra, ma anche capace di proporre occasioni di incontro e dialogo.
Quando la musica diventa inclusione
Tra i momenti più significativi della serata, anche quelli nei quali la musica ha saputo abbattere le barriere e parlare attraverso linguaggi differenti. Particolarmente emozionante è stato il brano accompagnato dalla lingua dei segni, un passaggio nel quale il canto è stato affiancato dal gesto, permettendo alla musica di essere vissuta e condivisa in una forma ancora più ampia. Un messaggio di inclusione che si è affiancato a quello della multiculturalità. Nel corso della serata non è mancato infatti anche un canto in lingua africana, capace di portare sul sagrato della Basilica una tradizione diversa e di sottolineare, ancora una volta, come la musica possa diventare un linguaggio universale. All’appuntamento hanno partecipato anche la direttrice dell’Amei – Associazione Musei Ecclesiastici Italiani, Rita Capurro, e il presidente della Fondazione Adriano Bernareggi, Giuseppe Giovannelli. La loro presenza ha arricchito una serata pensata per celebrare un traguardo importante per il museo romano, ma anche per ribadire il valore della cultura come strumento di relazione.

Il grazie del museo
Dietro una serata di questo tipo, però, c’è il lavoro di molte persone. A partire dai volontari del Macs, che anche in occasione del Ventennale hanno garantito accoglienza e collaborazione nell’organizzazione degli appuntamenti. A loro, agli artisti, ai coristi, ai solisti e ai musicisti è andato il ringraziamento del museo per aver contribuito alla riuscita di una serata intensa e partecipata. Un ringraziamento rivolto naturalmente anche al pubblico, numeroso e caloroso, che ha scelto di condividere questo momento dei festeggiamenti. Per il Macs, infatti, celebrare vent’anni significa soprattutto ripercorrere una storia fatta di arte e cultura, ma anche di persone, relazioni e partecipazione. È proprio da qui che prende forma il messaggio affidato dal direttore del Museo d’Arte e Cultura Sacra di Romano, monsignor Tarcisio Tironi, alla conclusione della serata:
“La bellezza può essere ascoltata, guardata, vissuta. E, quando riesce a parlare linguaggi diversi, può davvero diventare di tutti”.