Cronaca

Romano ricorda l’unione di Giovan Battista Rubini e Adelaide Comelli

Il matrimonio fu celebrato il 13 marzo 1821 a Napoli e rappresentò l’unione di due artisti molto apprezzati sulle scene liriche dell’Ottocento.

Romano ricorda l’unione di Giovan Battista Rubini e Adelaide Comelli

Venerdì 13 marzo ricorre il 205º anniversario delle nozze del grande tenore bergamasco. Un’eredità artistica e filantropica che ancora oggi sostiene la comunità

Le nozze che la città non dimentica

Venerdì 13 marzo la città di Romano celebrerà un anniversario speciale: il 205º anniversario del matrimonio tra il celebre tenore Giovan Battista Rubini e la cantante lirica Adelaide Comelli. Il matrimonio fu celebrato il 13 marzo 1821 a Napoli e rappresentò l’unione di due artisti molto apprezzati sulle scene liriche dell’Ottocento. La ricorrenza è stata recentemente riportata all’attenzione grazie a una ricerca storica condotta da Achille Piacentini, studioso e grande conoscitore della figura di Rubini, che ha rintracciato negli atti civili del Comune di Napoli la trascrizione ufficiale delle nozze. Un anniversario che non riguarda soltanto la storia personale della coppia, ma la memoria stessa della comunità romanese, profondamente legata al nome del celebre tenore e alla straordinaria generosità dimostrata da lui e dalla moglie.

Rubini, il tenore che conquistò l’Europa

Nato a Romano nel 1794, Giovan Battista Rubini fu uno dei più grandi tenori del belcanto dell’Ottocento, celebre per la sua voce acutissima, agile e straordinariamente espressiva. La sua carriera lo portò nei principali teatri d’Europa: da Milano a Parigi, da Londra a Napoli, interpretando opere dei grandi compositori dell’epoca. Rubini fu uno dei protagonisti assoluti dell’opera romantica italiana e collaborò con autori come Bellini e Donizetti. Tra i ruoli più celebri da lui interpretati figura quello nell’opera Il pirata di Vincenzo Bellini, uno dei titoli che contribuirono a consacrarne la fama internazionale. La sua voce, capace di raggiungere note altissime con una straordinaria facilità, divenne leggendaria. Rubini fu considerato uno dei più grandi interpreti del suo tempo e il suo nome era conosciuto nei principali teatri europei, rendendolo uno degli artisti italiani più famosi della prima metà dell’Ottocento.

Una generosità che vive ancora oggi

Se la carriera artistica rese Rubini celebre nel mondo, la sua eredità più profonda rimane quella lasciata alla sua città natale. Rubini e la moglie Adelaide Comelli, infatti, dimostrarono una straordinaria attenzione verso i bisogni della comunità di Romano. Dopo la morte del tenore, la Comelli continuò a portare avanti lo spirito filantropico della coppia. I due decisero di destinare l’intero patrimonio alla comunità romanese, permettendo la nascita di opere benefiche fondamentali: un orfanotrofio maschile, che diede accoglienza a numerosi giovani. Una casa di ricovero per musicisti anziani e un ginnasio destinato agli studenti meno abbienti. Da questa eredità nacque quella che oggi è la Fondazione OO.PP. Riunite G.B. Rubini, istituzione tuttora attiva e fondamentale per il territorio. Grazie al patrimonio lasciato dal grande tenore, la fondazione continua a garantire servizi importanti, tra cui una casa di riposo che rappresenta un punto di riferimento socio-assistenziale per l’intera comunità. Anche Villa Rubini, oggi sede museale, custodisce la memoria storica del celebre artista. Qui sono conservati documenti, cimeli e ricordi della sua carriera, tra cui la suggestiva “Sala del Pirata”, una delle sale civiche più prestigiose della città, spesso utilizzata per cerimonie istituzionali ed eventi culturali.

Una doppia festa per Achille Piacentini

L’anniversario del matrimonio tra Rubini e Comelli assume quest’anno anche un significato personale per lo studioso che lo ha riportato alla luce. Proprio venerdì 13 marzo, infatti, Achille Piacentini celebrerà anche i suoi 50 anni di matrimonio con la moglie Marilisa. Una coincidenza simbolica che unisce la memoria storica della città con una ricorrenza privata, trasformando la giornata in una doppia occasione di festa: per una coppia che ha segnato la storia di Romano e per chi da anni lavora per custodirne e raccontarne la memoria.