Durante un servizio di controllo del territorio sulle strade di Romano, la Polizia Locale del Distretto ha fermato e sottoposto a verifica il veicolo, arrivando al sequestro finalizzato alla confisca e contestando violazioni per un importo complessivo superiore a 6mila euro.
Dalla bici al veicolo a motore
All’apparenza poteva sembrare una normale bicicletta elettrica. Ma, dopo il controllo degli agenti della Polizia Locale del Distretto della Bassa Bergamasca Orientale, è emerso un mezzo profondamente modificato e con caratteristiche tecniche incompatibili con quelle di una bicicletta a pedalata assistita. Tutto è successo a Romano. Il veicolo era infatti dotato di due pacchi batteria e di un acceleratore, mentre mancava completamente la catena di trasmissione. I pedali, ormai scollegati dalla funzione di propulsione, erano stati trasformati in semplici poggiapiedi. A rendere ancora più particolare il mezzo era il sistema elettronico installato a bordo. Attraverso un dispositivo collegato a un’applicazione per smartphone era possibile intervenire direttamente sulle prestazioni, modificando potenza e velocità. Il mezzo poteva così passare da un’andatura limitata a circa 6 chilometri orari fino a raggiungere i 60 km/h. Una configurazione che, secondo gli accertamenti effettuati, aveva ormai fatto perdere al veicolo le caratteristiche proprie di una bicicletta a pedalata assistita. La possibilità di modificare le prestazioni tramite smartphone rendeva inoltre particolarmente difficile valutarne le reali capacità durante un normale controllo su strada.
Sanzioni per oltre 6mila euro
Le caratteristiche tecniche riscontrate dagli agenti hanno imposto di ricondurre il mezzo alla diversa categoria dei veicoli a motore prevista dalla normativa, con tutti gli obblighi conseguenti. Le violazioni contestate hanno portato a sanzioni amministrative per un importo complessivo superiore a 6mila euro. Tra gli illeciti rilevati figurano, tra l’altro, la guida senza patente, la mancanza della copertura assicurativa obbligatoria e l’assenza della targa prescritta. Il mezzo è stato inoltre sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca, secondo le procedure previste dalla normativa applicabile. L’operazione riporta l’attenzione su un fenomeno che può facilmente sfuggire a un controllo basato soltanto sull’aspetto esteriore dei mezzi: la modifica delle biciclette elettriche per ottenere prestazioni molto superiori a quelle consentite dalla legge. Non si tratta soltanto di superare i limiti di velocità. La trasformazione delle caratteristiche costruttive può infatti comportare la perdita dei requisiti necessari per circolare, con conseguenze anche sul fronte della patente, dell’assicurazione, dell’immatricolazione e dell’identificazione del veicolo.
Il richiamo: «La sicurezza stradale non è un optional»
Il Comandante della Polizia Locale ha sottolineato l’importanza di mantenere alta l’attenzione sui veicoli modificati e sulle condotte che possono mettere a rischio la sicurezza della circolazione. L’attività degli agenti, in questi casi, deve andare oltre l’apparenza del mezzo e verificare le effettive caratteristiche tecniche. Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco Gianfranco Gafforelli:
«Quello che è stato accertato dagli agenti dimostra quanto sia importante un controllo del territorio costante, attento e qualificato. – ha detto – Non possiamo accettare che veicoli modificati per raggiungere velocità di 60 km/h circolino sulle nostre strade senza i requisiti e le garanzie previste dalla legge. La sicurezza stradale non è un optional e il rispetto delle regole non può essere aggirato attraverso dispositivi elettronici o applicazioni che alterano le prestazioni dei mezzi. Desidero esprimere il mio apprezzamento agli operatori della Polizia Locale per la professionalità e l’attenzione dimostrate. Il loro lavoro è fondamentale per prevenire situazioni di pericolo, tutelare i cittadini e garantire una circolazione più sicura per tutti. La nostra linea è chiara: prevenzione, controlli e applicazione delle norme, senza sottovalutare alcun comportamento che possa mettere a rischio l’incolumità pubblica».