Cronaca

Romano, anziana aggredita e rapinata dopo il prelievo: arrestato un 26enne

L’analisi dei fotogrammi, con particolare attenzione ai tratti somatici e all’abbigliamento , ha permesso di individuare un giovane di origine africana

Romano, anziana aggredita e rapinata dopo il prelievo: arrestato un 26enne

La violenta aggressione è avvenuta in centro nel pomeriggio del 3 febbraio, decisive le telecamere: l’indagato è ora in carcere per rapina pluriaggravata.

L’agguato nel vicolo dopo il bancomat

Nel pomeriggio del 3 febbraio 2026, a Romano , si è consumata una brutale rapina ai danni di una donna di 79 anni, aggredita mentre rientrava a casa dopo un prelievo allo sportello automatico. La pensionata era uscita di casa intorno a mezzogiorno. Dopo aver prelevato 200 euro presso la filiale BPM di via Rubini, si era fermata in un supermercato della zona per alcuni acquisti. Senza accorgersene, era stata pedinata da un giovane che ne osservava con attenzione ogni movimento tra le vie del centro. Intorno alle 14.20, mentre percorreva il vicolo pedonale tra via Indipendenza e via Isonzo, la donna è stata improvvisamente colpita con violenza alla nuca. L’impatto l’ha fatta rovinare a terra, con il volto che ha battuto sull’asfalto. L’aggressore le ha quindi strappato la borsa, contenente il denaro appena prelevato, documenti, carte di pagamento e cellulare, dileguandosi rapidamente. All’arrivo dei Carabinieri la vittima appariva terrorizzata, in stato di shock. Trasportata d’urgenza in ospedale in codice rosso, le è stato diagnosticato un grave “fracasso facciale”. Nelle ore successive al ricovero, le sue condizioni hanno destato forte preoccupazione per il rischio di complicazioni legate ai traumi riportati.

La fuga in treno e i prelievi a Treviglio

Le indagini avviate immediatamente dai militari hanno consentito di ricostruire con precisione la sequenza delittuosa. L’analisi dei sistemi di videosorveglianza ha documentato il pedinamento sin dall’uscita dall’area bancomat e la successiva fuga verso la stazione ferroviaria. Le immagini mostrano l’uomo, semitravisato e con un ombrello aperto per ostacolare il riconoscimento, mentre sale su un treno regionale diretto a Treviglio. Durante la tratta, secondo quanto ricostruito, avrebbe trascorso l’intero viaggio all’interno del bagno del convoglio nel tentativo di eludere eventuali controlli. Una volta giunto a destinazione, l’aggressore si è diretto a uno sportello BPM, dove ha utilizzato la carta bancomat sottratta alla vittima per effettuare tre prelievi, per un totale di 1.300 euro. L’analisi dei fotogrammi, con particolare attenzione ai tratti somatici e all’abbigliamento , ha permesso di individuare un giovane di origine africana, alto circa 1,75 metri, che indossava un giubbotto blu navy con logo riconducibile a una società calcistica dilettantistica bergamasca, una felpa rossa con cappuccio, un berretto nero e uno zaino scuro. Dal logo sul giubbotto gli investigatori sono risaliti a G.A., classe 2000, residente a Seriate, già gravato da precedenti specifici per rapine ai danni di persone anziane e sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali.

Indagini e fermo

La perquisizione domiciliare dell’8 febbraio ha consentito di rinvenire gli indumenti immortalati dalle telecamere, l’ombrello utilizzato durante la fuga e il telefono cellulare appartenente alla vittima. Su richiesta della Procura della Repubblica, il GIP del Tribunale di Bergamo ha applicato nei confronti dell’indagato la misura della custodia cautelare in carcere per rapina pluriaggravata, con recidiva specifica, reiterata e infra quinquennale, oltre alle lesioni aggravate e all’indebito utilizzo della carta bancomat. La pericolosità sociale dell’indagato, secondo gli inquirenti, emergerebbe sia dalle modalità particolarmente efferate dell’episodio del 3 febbraio, commesso in pieno giorno e ai danni di una donna ultra settantanovenne colpita alle spalle, sia dai precedenti. Nel marzo 2019 era stato arrestato in flagranza per furto aggravato in uno spogliatoio sportivo. Nel novembre dello stesso anno era stato riconosciuto autore di due rapine a Bergamo ai danni di donne, una delle quali ultrasessantenne. Tra giugno e luglio 2020 risultava coinvolto in altre due rapine consumate a Chiuduno e a Treviglio, sempre ai danni di anziane colpite da tergo. Anche in quel caso era stata applicata la custodia cautelare. Le modalità ricorrenti, scelta di vittime anziane, aggressione alle spalle e violenza improvvisa finalizzata allo strappo della borsa, delineerebbero, secondo gli investigatori, un modus operandi consolidato e particolarmente allarmante. Il fascicolo si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti dell’indagato vige la presunzione di non colpevolezza sino a eventuale condanna definitiva.