Lo stadio San Defendente a Romano è stato venduto ad un privato che realizzerà un’area residenziale, è la fine di un’era.
Dalla centralità sportiva al degrado
Per anni lo stadio San Defendente a Romano è stato uno dei principali campi da gioco cittadini, punto di riferimento per lo sport locale. La sua chiusura ha segnato un cambio netto: dai due impianti disponibili si è passati prima a uno solo e oggi, di fatto, a nessuno, considerando che anche lo stadio comunale di via Marconi è fermo per lavori di riqualificazione. Dopo la dismissione, l’area è andata incontro a un progressivo degrado, aggravato da criticità ambientali legate alla presenza di materiali inquinanti nel terreno.
Il progetto mancato e lo stop per inquinamento
La chiusura del San Defendente risale alle scelte della precedente amministrazione guidata dal sindaco Sebastian Nicoli, che aveva avviato un progetto di riqualificazione dell’impianto. Il piano prevedeva un campo sintetico omologato anche per rugby e altre discipline, oltre al rifacimento di spogliatoi e tribune, con l’obiettivo di dotare la città di due poli sportivi importanti. Tuttavia, durante i carotaggi emerse la presenza di sostanze pericolose, imponendo lo stop ai lavori e la necessità di una bonifica. Successivamente si era ipotizzata la realizzazione di un nuovo impianto nella cittadella dello sport, progetto poi abbandonato con il cambio di amministrazione, che ha invece puntato sulla riqualificazione dello stadio comunale.
Vendita dell’area e nuova visione urbana
Oggi il Comune ha deciso di alienare l’area dell’ex stadio, con un’operazione da oltre 1,5 milioni di euro. La variante urbanistica approvata consente la trasformazione in comparto residenziale, affidando ai privati il compito di riqualificare uno spazio ormai inutilizzato. L’intervento ha anche una valenza strategica: i proventi saranno destinati, tra l’altro, all’abbattimento di Palazzo Muratori nel centro storico, con l’obiettivo di restituire alla città una piazza più ampia e fruibile. Si chiude così una pagina importante della storia sportiva locale, mentre si apre una nuova fase di trasformazione urbana.