Protesta contro il pronto soccorso "a pagamento": "E' una richiesta spietata e disumana"

Questa mattina, 1 settembre, un nuovo sit-in di protesta organizzato da Rifondazione Comunista-Unione popolare contro la privatizzazione della sanità

Protesta contro il pronto soccorso "a pagamento": "E' una richiesta spietata e disumana"
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"Siamo qui a protestare contro questa richiesta spietata e disumana di pagare 149 euro per poter accedere a cure e assistenza immediata calpestando un diritto costituzionalmente garantito: il diritto alla salute di tutto e di tutti, poveri e ricchi".

Sit-in di protesta davanti al Policlinico

E' durissima la presa di posizione di Ezio Locatelli, della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, già Consigliere Regionale e Deputato Nazionale presente con Franco Macario, segretario provinciale di Rifondazione comunista al sit-in di protesta davanti al Policlinico San Marco di Zingonia organizzato insieme a Unione Popolare. Questa mattina, 1 settembre, una nuova manifestazione, che segue quella che domenica 27 agosto aveva portato una ventina di persone coordinate dal delegato sindacale Giuseppe Rinaldi, a dar voce all'indignazione per l'attivazione dell'ambulatorio ad accesso diretto - proposto dal Gruppo San Donato, di cui fa parte l'ospedale di Zingonia - e già ribattezzato "pronto soccorso a pagamento". 

"Ci sono state in questi giorni diverse prese di posizione critiche contro l’istituzione di quello che consideriamo un vero e proprio obbrobrio: il pronto soccorso a pagamento. Bene che ci siano state - ha esordito Locatelli - Ma a queste critiche devono seguire azioni di protesta contro una scelta che calpesta un diritto costituzionalmente garantito. Diritto da garantire a tutti, a ricchi e poveri, a chi ha disponibilità economiche e a chi non le ha. Qui si introduce una disparità inaccettabile frutto di una organizzazione della sanità che ha favorito in tutti i modi la sanità privata”.

Ezio Locatelli

Tagli alla sanità per 37 miliardi

"La sanità nell’acro degli ultimi dieci anni ha subito tagli per 37 miliardi di euro: è uno scandalo. Tagli che sono stati una formidabile spinta alle privatizzazioni - prosegue Locatelli - Dal 1995 a oggi sono stati dimezzati i posti letto nelle strutture pubbliche e di contro, in Lombardia, negli ultimi 10 anni sono triplicati i punti vendita della sanità privata, arrivando a 1450. Bisogna dire basta a questo scempio che permette ai privati di fare affari sulla pelle dei cittadini. Chiediamo la reinternalizzazione di strutture, personale, servizi nel pubblico. Chiediamo la copertura delle carenze di organico nel pubblico con l’assunzione a tempo indeterminato di 70 mila operatori tra medici, infermieri, operatori socio sanitari”.

"Hanno indebolito la medicina territoriale"

"Se hai i soldi ti curano, se non hai i soldi aspetti: questa è ormai la regola generale nella sanità che dovrebbe essere pubblica e invece è sempre più privata - ha confermato Macario sottolineando anche la carenza preoccupante dei medici di base in provincia di Bergamo - Questo succede in una provincia che ha pagato un prezzo altissimo con il Covid proprio per le disfunzione e l'indebolimento della medicina territoriale e preventiva a vantaggio di quella ospedaliera e privata. Se oggi si può fare impunemente un pronto soccorso a pagamento è perché ci sono le responsabilità politiche di chi lo consente e dovrebbe intervenire pesantemente per impedirlo. Siamo qui per evitare che ci sia il silenzio su questa situazione".

Zingonia protesta Policlinico San Marco
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