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L'appello dei sindacati

“Prima la salute, un errore far prevalere l’interesse economico”

Al centro della critica la decisione del premier Conte di consentire l'attività delle aziende.

“Prima la salute, un errore far prevalere l’interesse economico”
Cronaca Treviglio città, 12 Marzo 2020 ore 15:50

“In questi giorni abbiamo sostenuto il principio riassunto in prima la salute e riteniamo che anche oggi, in presenza dell’ultimo DPCM, questa sia l’assoluta priorità”. Così dicono CGIL, CISL e UIL della Lombardia in una nota diffusa oggi, “pienamente condivisa anche da noi qui a Bergamo” hanno detto poco fa Gianni Peracchi della CGIL, Francesco Corna di CISL e Angelo Nozza di UIL di Bergamo.

Crediamo sia un errore aver scelto, come ha fatto il Governo, di far prevalere le ragioni economiche, seppur con alcune limitazioni del tutto insufficienti a fronteggiare l’emergenza sanitaria, rispetto alla prioritaria tutela intransigente e certa della salute delle lavoratrici e dei lavoratori, lasciando di fatto al sistema delle imprese il giudizio finale su cosa e come produrre”.

Da subito rigido rispetto delle norme igienico-sanitarie

“Non di meno il sindacato deve agire sulla leva del ‘favorire gli accordi tra le parti sociali’, prevista dal DPCM; per questo da subito abbiamo chiesto che la Cabina di regia regionale sia il luogo utile a favorire gli accordi per una significativa riduzione delle attività produttive nella nostra regione, tenuto conto sia dell’emergenza sanitaria che delle attività indispensabili e di pubblica utilità, nonché della definizione concordata di quali siano le dotazioni strumentali e i presidii di massima sicurezza e le modalità organizzative che ogni impresa deve garantire a garanzia della salute dei lavoratori, in mancanza delle quali è obbligata la sospensione dell’attività”.

“Così come è indispensabile che le RSU/RSA e le categorie territoriali, che sono al fianco di lavoratori e lavoratrici, attivino da subito in ogni azienda confronti ed iniziative per il rispetto rigido delle norme igienico-sanitarie e di protezione, anche finalizzate al rallentamento e alla sospensione delle attività produttive che risultano con tutta evidenza non indispensabili in questa fase di emergenza.

Continuare ad affermare che la tutela della vita e della salute degli operai, impiegati, lavoratori e lavoratrici di ogni settore è l’assoluta priorità, che ci sono tante attività non indispensabili in una situazione grave com’è quella attuale e che è necessario un grande atto di responsabilità collettiva, sono i principi a cui ispirarsi per rilanciare un’idea di Paese e di comunità civile”.

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