Il Tar di Brescia respinge il ricorso contro il Programma Integrato di Intervento dell’ambito Atp1 di Morengo, il cosiddetto “Piano Maggiolina” (nella foto di copertina è l’area cerchiata in azzurro).
Piano Maggiolina, ok del Tar
Il Tribunale ha quindi confermato la legittimità degli atti impugnati relativi all’intervento urbanistico nell’area della Cascina Maggiolina. Respinti sia il ricorso introduttivo sia i successivi motivi aggiunti, che erano stati presentati da il ricorso presentato da Legambiente e da tre cittadini.
“La sentenza rappresenta un passaggio significativo per l’Amministrazione comunale, che ha sostenuto in giudizio la legittimità del proprio operato, difendendo le scelte urbanistiche adottate nel rispetto degli strumenti di pianificazione territoriale vigenti”, ha commentato il sindaco Amilcare Signorelli.
Nel pronunciarsi sulla controversia, il Tar ha ritenuto infondate le contestazioni formulate dai ricorrenti, esaminando i diversi profili relativi alla conformità urbanistica dell’intervento, alla competenza degli organi comunali, alla valutazione ambientale strategica (Vas) e alla procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale (Via). In particolare, il Tribunale ha riconosciuto la conformità del Programma Integrato di Intervento alle previsioni del Piano di Governo del Territorio vigente, rilevando che le disposizioni urbanistiche comunali consentono, nell’ambito delle destinazioni produttive, anche attività autonome attinenti alla gestione delle merci e dei magazzini. Da tale valutazione discende anche il riconoscimento della correttezza della procedura di approvazione seguita dall’Amministrazione comunale, attraverso deliberazioni della Giunta comunale, in quanto relativa a un intervento ritenuto conforme agli strumenti urbanistici vigenti. Per quanto concerne gli aspetti ambientali, il Tar ha inoltre ritenuto che, in presenza di un intervento conforme al Pgt, non fosse necessaria una nuova valutazione ambientale strategica, evitando così una duplicazione del procedimento già svolto a monte. Il Tribunale ha infine considerato irrilevante, ai fini della legittimità degli atti impugnati, il fatto che la conclusione della verifica ambientale provinciale fosse intervenuta successivamente all’approvazione del programma, evidenziando che gli esiti dell’istruttoria avevano escluso la necessità di sottoporre il progetto alla procedura di Via e che le misure di mitigazione individuate erano state recepite nella convenzione urbanistica.
La soddisfazione del sindaco
Alla luce di tali considerazioni, il Tar ha respinto integralmente sia il ricorso introduttivo sia il ricorso per motivi aggiunti, disponendo la compensazione delle spese di giudizio tra le parti.

“Accogliamo con soddisfazione la sentenza del Tar di Brescia, che ha respinto integralmente il ricorso e confermato la legittimità degli atti adottati dal Comune di Morengo – ha dichiarato il primo cittadino – Fin dall’inizio, l’Amministrazione comunale ha operato nella convinzione della correttezza delle proprie scelte, nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti e delle procedure previste dalla normativa. La decisione del Tribunale riconosce la fondatezza delle ragioni sostenute dal Comune nel corso del giudizio. Accanto alla soddisfazione per l’esito della vicenda giudiziaria, non posso tuttavia nascondere il rammarico per il tempo trascorso nell’attesa della decisione, un periodo che ha inevitabilmente inciso sui tempi di realizzazione di opere e progetti importanti per il nostro territorio”.
Signorelli si riferisce in particolar modo alla realizzazione palestra comunale.
“Il protrarsi del contenzioso – ha proseguito il sindaco – ha comportato uno slittamento dei tempi, ritardando la possibilità di procedere con un intervento che avrebbe potuto contribuire concretamente ad arricchire i servizi a disposizione dei cittadini. Le medesime considerazioni valgono per l’operatore economico coinvolto, che, in attesa della definizione del giudizio, non ha potuto dare pienamente avvio al proprio progetto di sviluppo dell’area, con le conseguenti ricadute sui tempi di realizzazione degli interventi programmati”.
Un costo di 36 mila euro per il Comune
Amilcare Signorelli ha poi sottolineato le spese che il Comune ha dovuto sostenere per il contenzioso.
“Il costo della difesa legale sostenuto è pari a circa 36 mila euro, una cifra che grava sulle risorse pubbliche e, quindi, sull’intera comunità di Morengo – ha sottolineato il primo cittadino – Si tratta di risorse importanti che avremmo potuto destinare ad altre finalità di interesse pubblico, anche di carattere sociale, per potenziare i servizi e rispondere ulteriormente alle esigenze dei nostri cittadini. È un elemento sul quale ritengo sia giusto richiamare l’attenzione: ogni contenzioso che coinvolge un ente locale comporta non soltanto tempi e complessità amministrative, ma anche costi che ricadono sulla collettività e che devono essere affrontati con la massima responsabilità”.