Il maestro pedofilo di Palosco dovrà risarcire il Ministero della Pubblica istruzione per circa 868mila euro. Così ha deciso la sezione giurisdizionale della Lombardia della Corte dei Conti, che si è pronunciata venerdì sul caso.
Il maestro pedofilo dovrà pagare
Aristide Mazza, 76 anni, condannato a dieci anni per violenza sessuale su diversi dei bambini di cui era insegnante di scuola primaria, dovrà così risarcire il Ministero dell’Istruzione, che a sua volta aveva risarcito le famiglie delle giovani vittime. La vicenda finita sul tavolo dei giudici contabili comincia nel 2020, quando l’Ufficio scolastico regionale aveva presentato una denuncia per danni nei confronti dell’ex maestro, che aveva finito di scontare la sua pena proprio nell’aprile di quell’anno.
La storia delle violenze nella scuola di Palosco scosse per mesi la Bassa bergamasca, quando nel 2012 Aristide Mazza – apparentemente un paloschese specchiato, rispettato e con un passato nella politica locale – fu arrestato in flagranza di reato. Le violenze (diverse quelle accertate, ai danni di diversi bambini) risalivano al periodo tra il 2009 e il 2012, quando dopo alcune denunce i carabinieri riuscirono a sorprendere Mazza anche attraverso intercettazioni ambientali e telecamere.
Condannato a dieci anni
Da lì la sentenza a dieci anni di reclusione, emessa nel marzo 2015. Tuttavia, dopo un periodo di detenzione domiciliare e l’affidamento in prova ai servizi sociali, Mazza riuscì ad ottenere in fase esecutiva una riduzione della pena. Nel frattempo, era partita anche una causa civile per danni alla salute, promossa dalle famiglie di alcuni dei minori coinvolti nei confronti del Ministero dell’Istruzione. Si arrivò, cinque anni più tardi, ad una conciliazione tra lo stesso Ministero e le vittime: il primo avrebbe risarcito le famiglie per 695mila euro, più altri 73mila euro per spese legali. E’ stato quindi il Ministero a chiedere a sua volta a Mazza di essere risarcito per il danno patrimoniale da lui causato. Non solo: il Procuratore regionale aveva inoltre chiesto un ulteriore risarcimento da 100mila euro per il danno d’immagine subito dalla scuola pubblica.
Disposto il pignoramento
Nel frattempo la Procura aveva anche chiesto e ottenuto il sequestro conservativo dei beni del maestro, e ha quindi chiesto il pignoramento. Richieste cui Mazza non ha opposto alcun tipo di resistenza, né si è costituito per la discussione. La Corte, venerdì, ha confermato la richiesta di risarcimento integrale, così come la richiesta aggiuntiva del danno d’immagine. Stante infatti la “elevatissima gravità” dei fatti (l’arresto di un maestro elementare per reiterate violenze sessuali su minori, protratte per anni) è “inevitabile”, spiegano i giudici, presumere che nell’opinione pubblica la vicenda abbia messo in cattiva luce anche i colleghi, e in generale la scuola pubblica. Complessivamente, quindi, Mazza dovrà pagare al Ministero 868mila e 605 euro. I suoi beni sequestrati a garanzia possono inoltre essere pignorati.