Bassa

Pedopornografia, in carcere 29enne della Bassa: atti sessuali con una ragazzina dell’oratorio

La vittima l'aveva conosciuto in oratorio, dove lui lavorava. La denuncia dopo la scoperta della relazione da parte della madre

Pedopornografia, in carcere 29enne della Bassa: atti sessuali con una ragazzina dell’oratorio

Un 29enne della Bassa bergamasca è stato portato in carcere nella giornata di giovedì: dovrà scontare tre anni e quattro mesi di carcere, per atti sessuali con minore e  produzione di materiale pedopornografico. Stando a quanto emerso dalle indagini, l’uomo aveva intrattenuto una relazione con una ragazzina della zona, che all’epoca dei fatti aveva soltanto dodici anni.

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La vicenda trae origine da una denuncia presentata ai carabinieri nel maggio 2024 dalla madre della minore coinvolta. La donna aveva avuto accesso al telefono cellulare della figlia, ritrovando tracce delle conversazioni e del materiale fotografico che la figlia aveva condiviso con il ragazzo.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bergamo, hanno ricostruito i fatti: i due si erano conosciuti nell’ambito delle attività dell’oratorio del paese, ambiente frequentato abitualmente dalla ragazzina e presso il quale il 29enne lavorava.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti investigativi e dalle audizioni protette della minore, supportate da professionisti specializzati in psicologia infantile, la frequentazione tra i due sarebbe iniziata nel corso del 2023 per poi intensificarsi nei mesi successivi, anche attraverso continui contatti tramite applicazioni di messaggistica e scambio di materiale fotografico di natura intima. Nel corso delle indagini è inoltre emerso che la madre della minore, avendo notato un significativo cambiamento nel comportamento della figlia, aveva già tentato di interrompere la frequentazione e di supportare la ragazza mediante un percorso psicologico specialistico.

La sentenza del Gup e il carcere

L’attività investigativa ha portato alla sentenza emessa dal GUP presso il Tribunale Ordinario di Brescia, divenuta irrevocabile in data 8 marzo 2026.
Oltre alla pena detentiva, il Tribunale ha disposto nei confronti del condannato l’interdizione perpetua da qualunque incarico in scuole o strutture frequentate prevalentemente da minori, e l’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. L’uomo si trova quindi ora in carcere.