Il parroco sfida la Cassazione e firma per la libertà dei ragazzi

Il sacerdote ha aderito a una petizione sul sito «Change.org» destinata al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "La soluzione non è imporre un obbligo tra genitori e insegnanti, ma la fiducia nella comunità" ha spiegato don Tribbia.

Il parroco sfida la Cassazione e firma per la libertà dei ragazzi
25 Ottobre 2017 ore 18:09

Il parroco di Spirano don Mauro Tribbia prende posizione contro la recente sentenza emessa dalla Cassazione sul riaffidamento dei minori al termine delle lezioni. E lo fa aderendo ad una petizione nazionale destinata al Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni.

La dichiarazione

Il sacerdote bergamasco infatti si è allineato con il pensiero espresso già da gran parte dei dirigenti scolastici del territorio, che vedono in questa sentenza una minaccia per l’educazione all’autonomia e alla responsabilità da parte dei ragazzi. «Sono un insegnante che crede nell’autonomia dei nostri ragazzi e chiede che possano andare e venire da scuola in sicurezza, anche se non accompagnati, perché vi è attorno ad essi una comunità che se ne prende cura invece di un pezzo di carta che suddivide equamente le colpe – ha spiegato don Tribbia – I genitori dovrebbero essere liberi di poter decidere che i figli possano tornare a casa da soli e dovrebbero poter essere rassicurati non dall’obbligo imposto da una Legge sbagliata, ma dalla fiducia riposta nella propria comunità, nel sapere che in caso di necessità la sicurezza del proprio figlio è garantita in modo spontaneo e responsabile da parte delle persone che la costituiscono» ha infine concluso don Tribbia.

La petizione

La petizione sottoscritta anche dal parroco Tribbia e lanciata sul sito «Change.org», chiede che si specifichi all’interno della Legge che non si considera mai abbandono di minore la normale attività autonoma dei bambini e dei ragazzi come l’andare e tornare a scuola da soli, il giocare nei parchi pubblici o nei cortili senza sorveglianti, lo spostarsi in quartiere o in paese in autonomia, e che nessun genitore, insegnante, educatore o preside possa essere considerato responsabile di abbandono in queste condizioni. Chiunque voglia firmare la petizione come ha fatto don Tribbia può farlo attraverso il sito «Change.org».

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