Commenti su: Pallavolo Treviglio, l’ira dei genitori: “Atlete messe fuori squadra perché hanno deciso di svincolarsi”

Alessandra Testa

Un’esperienza simile è avvenuta anche a noi nella giovanile maschile
Per aver chiesto un semplice nulla osta dando la possibilità di provare nuove esperienze,siamo stati mitragliati dalla società dando al ragazzo del “montato” cercando di intralciare la sua passione dicendo che ha alzato l’asticella oltre le sue possibilità per non entrare nel dettaglio su considerazioni di dirigenti che non hanno praticamente neanche l’idea di chi sia realmente il ragazzo .Parliamo di un ragazzo di 13 anni con una grande passione per la pallavolo che non meritava certe affermazioni .Il desiderio di crescita non è dei genitori ma dei ragazzi , il genitore non pensa di avere un campione o il “fenomeno “ ma aiuta il figlio a trovare il giusto equilibrio di crescita accogliendo anche le richieste per un eventuale cambiamento

G

dopo tanti anni ho capito che il problema nello sport sono sempre i genitori. arrivati a certi livelli e a una certa età dovrebbero capire che non hanno ei campioni e il pagamento di una retta non certifica la convocazione o presenza in campo da titolare. le scelte tecniche vanno rispettate. per il bene delle ragazze e dei ragazzi tutti dovrebbero abbassare i toni ed essere più umili.

Nico

Io penso che i genitori hanno ragione.E' una prassi molto più diffusa che le società sportive abusano e mettono in atto comportamenti scorretti nei confronti di quei ragazzi/e che si svincolano come concesso dalla federazione pallavolo.La federazione dovrebbe effettuare dei controlli e prendere provvedimenti nei confronti di queste società .