La lettera

Ossa umane scambiate per ossa di cane: la Procura si difende

Per il procuratore, da persone che hanno parte del procedimento "ci si potrebbe aspettare maggior cautela e riservatezza".

Ossa umane scambiate per ossa di cane: la Procura si difende
Cremasco, 15 Settembre 2020 ore 14:22

Indagini condotte in modo sciatto? “E’ vero il contrario”. Si difende la Procura di Cremona, dopo le critiche avanzate nei confronti dell’autorità giudiziaria sui presunti errori di valutazione commessi nelle prime fasi dell’indagine sulla morte di Sabrina Beccalli, quando dopo l’incendio dell’autovettura (all’epoca ancora non riconducibile alla scomparsa della donna) si procedette alla distruzione dei resti carbonizzati trovati all’interno. Resti che solo successivamente si è appurato essere quelli della povera Sabrina stessa.

La nota della Procura

“Questa autorità giudiziaria ha preso atto che l’informazione giornalistica degli ultimi giorni sulla vicenda, anche alimentata dalle opinioni di persone dalle quali a ragione della veste di parti del procedimento ci si potrebbe aspettare maggior cautela e riservatezza, si è concentrata quasi esclusivamente sul fatto della confusione tra ossa umane ed ossa canine, trasmettendo l’idea che l’indagine giudiziaria sia stata condotta con sciatteria e trascuratezza.

E’ vero il contrario. La Procura della Repubblica è stata coinvolta telefonicamente dai Carabinieri soltanto il 17 agosto, con la informazione di un’auto in fiamme appartenente ad una donna che non era stata reperita, al cui interno era stati ritrovati i resti di un cane, come già attestato dal veterinario dell’ATS.

Non vi è stato alcun Nulla Osta dell’autorità giudiziaria a smaltire in discarica come pure è stato detto da persone probabilmente interessate ad alimentare una inutile polemica (nulla osta peraltro non necessario). La domanda del perché non sia stato inviato sul posto dall’Autorità guidiziaria un medico legale invece che un veterinario è perciò totalmente infondata, sotto il profilo cronologico e logico, essendosi quella parte del fatto svolta prima che fosse interpellata la Procura di Cremona e, quindi, in una fase pregiudiziaria. Né vi era alcun motivo di dubitare su quanto riportato telefonicamente al magistrato dai carabinieri e dall’ATS.

L’insistenza giornalistica unicamente sull’episodio delle ossa, sembra tuttavia ingenerosa anche nei confronti delle Forze dell’Ordine intervenute in prima battuta per l’incendio di un’autovettura, in un momento in cui neppure erano a conoscenza della irreperibilità del proprietario dell’auto. I Carabinieri e questa Procura hanno profuso nell’indagine ogni energia e sono stati in grado di condurre alla identificazione ed al fermo per indiziato di delitto nei confronti di una persona, di cui il Giudice ha confermato lo stato di custodia cautelare, a distanza di poco più di ventiquattr’ore dalla denuncia di scomparsa di Sabrina Beccalli”.

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