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Operazione Tax Offset, scoperti crediti fittizi per 40 milioni di euro

La "mente" presa e costretta ai domiciliari prima della fuga alle Cayman.

Operazione Tax Offset, scoperti crediti fittizi per 40 milioni di euro
Cronaca 28 Marzo 2018 ore 11:30

Operazione “Tax Offset”, indagini congiunte della Guardia di Finanza e dell’Agenzia delle Entrate hanno scoperto un vasto sistema di indebite compensazioni con crediti fittizi che hanno causato un danno all’Erario per oltre 40 milioni di euro. La “mente” è finita ai domiciliari appena prima di riuscire a fuggire alle Cayman.

Crediti fittizi per oltre 40 milioni

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano e i funzionari del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate, attraverso articolate indagini di polizia giudiziaria coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno portato alla luce un complesso schema fraudolento. Il sistema era basato sull’apparente possesso di crediti d’imposta, di fatto inesistenti, utilizzati per compensare debiti di soggetti terzi, attraverso lo strumento dell’accollo del debito. Tale istituto, previsto dallo Statuto del contribuente, non può essere utilizzato per versamenti tramite compensazione.

Debiti d’imposta compensati con crediti inesistenti

Il meccanismo fraudolento, che ha interessato oltre 200 imprese operanti in tutta Italia, è stato ideato da una consulente di Milano, M.M., che, con la collaborazione del coniuge F.D. e di ulteriori professionisti. Lei stessa si accollava direttamente, ovvero attraverso due società alla lei riconducibili, i debiti d’imposta delle imprese accollate, procedendo poi a compensarli in F24 con crediti inesistenti, a fronte di un compenso mediamente pari al 70% del valore nominale dei crediti.

Le indagini

In alcuni casi, a testimonianza del comportamento spregiudicato tenuto dall’indagata, i crediti fittizi utilizzati in compensazione risultavano riferibili ad anni d’imposta addirittura antecedenti la costituzione stessa delle società che ne vantavano la titolarità. Un’irregolarità fiscale e contributiva arrivata a 40 milioni di euro, oltre al danno connesso all’esborso di quanto pattuito nei contratti di accollo a favore degli ideatori della frode.

Stava per fuggire alle Cayman

Le indagini hanno permesso di intercettare una quota significativa dei flussi finanziari distratti dagli indagati, transitati sul conto corrente della principale società utilizzata nel disegno criminoso, costretta al fallimento. L’ideatrice del sistema fraudolento è stata raggiunta dalla misura degli arresti domiciliari appena prima di riuscire ad allontanarsi dall’Italia per trovare riparo nelle Isole Cayman. Stessa sorte anche per il marito.

Sono stati poi eseguiti sequestri preventivi, ai danni di 9 soggetti, finalizzati alla confisca dei beni immobili, auto, imbarcazioni, conti correnti e quote societarie per un importo complessivo pari ad oltre 4,5 milioni di euro.