Regionale

Operazione Pettirosso, i carabinieri Forestali denunciano 100 bracconieri

Ventiquattro militari specializzati e la collaborazione delle associazioni animaliste

Operazione Pettirosso, i carabinieri Forestali denunciano 100 bracconieri
07 Novembre 2020 ore 20:11

Salvati migliaia di esemplari di avifauna protetta grazie all’Operazione Pettirosso.

Operazione Pettirosso

Coordinata dal Reparto Operativo – SOARDA (Sezione Operativa Antibracconaggio eReati in Danno agli Animali) del Raggruppamento Carabinieri CITES e coadiuvata dai Gruppi Carabinieri Forestali di Brescia, Bergamo e Mantova, l’operazione è stata eseguita in collaborazione con le associazioni ambientaliste (CABS, LIPU, Legambiente, WWF e LAC), cacciatori e cittadini.

Più di 100 denunciati

Sono state 106 le persone denunciate, sequestrati circa 400 dispositivi di cattura illegale e oltre 2000 uccelli, di cui 800 esemplari vivi e 1200 morti, tra cui numerose specie non cacciabili e specie protette. I reati ipotizzati sono: furto aggravato di fauna selvatica in quanto bene indisponibile dello Stato, ricettazione, contraffazione di pubblici sigilli, uso abusivo di sigilli destinati a pubblica autenticazione, maltrattamento di animali, uccisione di animali, detenzione non consentita di specie protette, uccellagione, esercizio della caccia conmezzi non consentiti, porto abusivo di armi.

Le province coinvolte

Per un mese sono stati dispiegati 24 militari specializzati con il fondamentale supporto del Gruppo Carabinieri Forestale di Brescia, delle Stazioni carabinieri Forestale di Gavardo, Vobarno, Marcheno e Iseo nella provincia di Brescia, Goito a Mantova ed il Nucleo Carabinieri CITES di Bergamo. Il teatro dell’operazione, le province di Brescia, Bergamo e Mantova, sono punto caldo del bracconaggio italiano con un’alta illegalità venatoria e sono pertanto inserite tra i “Black-spot” nel Piano d’Azione nazionale per il contrasto degli illeciti contro gli uccelli selvatici.

Gli animali salvati

Gli esemplari sequestrati sono stati affidati ai centri di recupero animali selvatici (CRAS) “IlPettirosso” di Modena, “Loghino Bosco” di Mantova, l’Oasi WWF Valpredina” di Bergamo ed il “Parcobaleno” di Mantova per il successivo rilascio in natura non appena le condizioni fisiologiche degli stessi lo consentiranno.

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