Omicidio di Palosco, la pista è quella della faida. Un mese fa l'aggressione con le spranghe

Una spedizione punitiva contro il presunto responsabile dell'incendio doloso di un'auto. Così è stato ucciso ieri sera Singh Amandeep. Il giallo delle minacce e l'aggressione a colpi di spranga

Omicidio di Palosco, la pista è quella della faida. Un mese fa l'aggressione con le spranghe
Cronaca 11 Settembre 2017 ore 13:37

Una spedizione punitiva contro il presunto responsabile dell'incendio doloso di un'auto. Sarebbe cominciata così, ieri sera verso le 22 in via Spampatti al Bettolino di Palosco, la rissa che è costata la vita a un 22enne indiano, Singh Amandeep. Un omicidio ancora tutt'altro che chiaro, maturato probabilmente nel contesto di un regolamento di conti tra due bande di connazionali e collegato a un'altra misteriosa aggressione a colpi di spranga, avvenuta in un locale gestito da indiani sempre al Bettolino. La vittima, un mese fa, era stata lo stesso Singh. Da circa un anno e mezzo lavorava  alla Italtrans di Calcio. Prima, aveva lavorato invece alla Bartolini, come corriere.

Il misterioso rogo di un'auto

Stando a quanto hanno raccontato i parenti del ragazzo, che viveva insieme alla madre e al padre in una villetta familiare della zona residenziale di Palosco, Singh aveva da diverso tempo in corso un litigio con quello che fino a poche settimane fa era uno dei suoi amici  più cari: un connazionale soprannominato "Prince", residente a  Cavernago. Questo weekend, in particolare, lo scontro si era fatto rovente, dopo un incendio doloso che, a Cavernago, ha distrutto sabato l'auto del rivale. I sospetti erano caduti subito su Singh, ed è forse da questo processo sommario che un gruppo di diversi connazionali, ancora ignoti, hanno raggiunto ieri sera l'abitazione del ragazzo. Erano parecchi: sul posto sono state notate almeno tre o quattro auto, tra cui una Bmw poi ritrovata a Chiuduno abbandonata nella notte.

Spedizione punitiva

Arrivati al Bettolino, gli aggressori hanno puntato dritto alla casa dei Singh. Sono volati insulti e minacce. Loro -  tutti connazionali - erano nel giardino. Il 22enne si trovava invece sul balcone al secondo piano. Sarebbero volati sassate, sulle prime, con le quali il 22enne avrebbe cercato di scacciare gli aggressori. Ma in poco tempo uno di questi ha estratto una pistola e fatto fuoco. Diversi colpi, uditi da parecchi residenti della zona. Uno di questi ha colpito Singh alla spalla sinistra, non lontano dal cuore. Poi, la banda è fuggita. Ferito, ma ancora cosciente, è stato lui stesso a chiamare i soccorsi. Le sue condizioni si sono aggravate di minuto in minuto, fino all'arrivo dei sanitari e al trasporto in ospedale, dove è morto durante la notte.

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La vittima, Singh Amandeep, 22 anni di Palosco

Un mese fa l'aggressione al negozio: in venti contro Singh

"Siamo distrutti, è da tempo che questo gruppo aveva preso di mira Singh"  ha raccontato il cognato della vittima, Kular Gurpreet Stwgn.   "Un mese  fa circa, ad agosto, era stato picchiato in un negozio di un nostro parente: erano stati ancora loro, più di venti persone. Adesso sono arrivati e lo hanno ucciso. Erano arrivati apposta per lui. Dopo quell'episodio, fino a ieri mattina, sembrava tutto tranquillo: nessuna minaccia. Poi, ieri mattina l'ha chiamato Prince: diceva che gliela avrebbe fatta pagare, perché pensava che Singh gli avesse bruciato l'auto.  Ma non era stato lui: noi non abbiamo fatto nulla. Ma quello non sentiva ragioni.  Ha detto che ci avrebbe distrutto la casa e fatto male al bambino, il figlio del fratello che vive con Singh e i genitori. Poi, la sera, sono arrivati tutti sotto casa e Singh li ha affrontati dal balcone, fin quando hanno sparato".  Chi abbia premuto il grilletto però ancora non si sa. Né è stato confermato se qualche collegamento effettivamente sia tracciabile tra le minacce subite, il pestaggio di agosto e l'omicidio. Le testimonianze sono  ancora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Treviglio.