Sicurezza

Occhio al “vishing”, le 12 regole d’oro dei carabinieri per difendersi dalle truffe

Lo scorso 29 gennaio i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno incontrato i pensionati trevigliesi in un incontro informativo

Occhio al “vishing”, le 12 regole d’oro dei carabinieri per difendersi dalle truffe

E’ una delle truffe più insidiose, ormai alquanto diffusa in questi ultimi anni e colpisce prevalentemente i soggetti più vulnerabili: è il “vishing”. Ma per aiutare soprattutto i più anziani a non cadere nella trappola del raggiro l’Arma dei carabinieri ha creato un dodecalogo da tenere sempre a mente.

L’ultima frontiera delle truffe: il “vishing”

La parola deriva dall’unione di due termini inglesi: “voice” (voce) e “phishing” (da “fishing”, pescare, con la sostituzione della “f” con “ph” per richiamare all’uso delle trappole digitali), e raffigura una vera e propria tecnica di manipolazione.
Con una telefonata improvvisa i criminali, fingendosi enti sicuri e affidabili (per esempio banche o Forze dell’ordine), rubano dati personali, pin bancari o credenziali alle vittime, con la scusa della presenza di false urgenze. I bersagli del tranello, sono portati a trasferire denaro sui conti riconducibili ai differenti truffatori, con l’illusoria certezza di star proteggendo i propri risparmi e le proprie informazioni sensibili.

I carabinieri incontrano i pensionati trevigliesi

Per imparare a prevenire e ostacolare questo fenomeno, come tanti altri, lo scorso 29 gennaio i carabinieri della Compagnia di Treviglio hanno organizzato un incontro informativo di salvaguardia e tutela. Nella sede “Pensionati ed Anziani Trevigliesi”, il maggiore Antonio Stanizzi, il sottotenente Antonio Pacifico, il luogotenente Luca Bencivenga e il carabiniere Desiré De Giorgi hanno sottolineato come gli imbrogli odierni siano spesso il risultato di concrete organizzazioni criminali strutturate, in grado di generare fruttuosi profitti in pochi giorni grazie a tecniche di aggiramento psicologico sempre più ricercate.

Fondamentale è la creazione di “scudi” per difendersi da questi pericolosi processi, per questo l’Arma ha ribadito che pronunciare l’avverbio “no”, non sia sintomo di maleducazione, ma segnale di autodifesa. È stato inoltre rimarcato come nessun capro espiatorio si debba mai sentire in colpa o pensare di essere stato sprovveduto.

Le 12 regole d’oro

Esplicativi i consigli della Forza pubblica alla sua platea. Tra questi non aprire a nessuno sconosciuto che si presenti alla porta senza alcun preavviso, verificare sempre l’identità (chiedendo il tesserino), non lasciarsi sopraffare dal panico in caso di richieste urgenti che coinvolgano presunti familiari in difficoltà, non consegnare mai denaro o gioielli a domicilio, ma anche evitare di firmare documenti in strada o sulla porta di casa, non comunicare pin o password e chiamare sempre il 112.

A questi comportamenti, decisivi per spezzare il meccanismo delle azioni ingiuste ed illegali, si aggiunge l’essenzialità della denuncia. Per poter combattere questi reati è indispensabile rafforzare il legame con l’Arma e le Forze dell’Ordine perché la sicurezza nasce dalla consapevolezza.