Cronaca

Nuovi limiti “PFAS” nell’acqua potabile: quattro Comuni bergamaschi a gennaio hanno “sforato”

Lunedì 13 luglio vertice tra "Uniacque" e le Amministrazioni di Cologno, Credaro, Brembate Sopra, Castelli Calepio. La società che gestisce il servizio idrico sta predisponendo piani d’intervento

Nuovi limiti “PFAS” nell’acqua potabile: quattro Comuni bergamaschi a gennaio hanno “sforato”

I nuovi parametri europei entrati in vigore sono più restrittivi sulla presenza nell’acqua potabile delle sostanze perfluoroalchiliche denominate “PFAS”: composti chimici artificiali usati per rendere i prodotti impermeabili ad acqua e grassi, e resistenti alle macchie, che non si degradano in natura. Nella Bassa a “sforare” secondo le ultime analisi è stato Cologno al Serio.

La direttiva europea

Con la direttiva del 2020 l’Unione europea ha ridotto le concentrazioni di PFAS ammesse nell’acqua potabile ma è stata recepita dal Governo italiano con il decreto legislativo 102 del 2025 , con cinque anni di ritardo. E dopo una sospensione di sei mesi è entrato in vigore il 12 luglio.

La nota di “Uniacque”

“L’entrata in vigore, il 13 luglio 2026, dei nuovi limiti nazionali relativi alla presenza di PFAS nelle acque destinate al consumo umano, comporta per i gestori del servizio idrico la necessità di continuare il monitoraggio dei propri sistemi di approvvigionamento, adottare i necessari correttivi gestionali ed eventualmente realizzare nuove infrastrutture in funzione dei nuovi valori particolarmente restrittivi –  si legge in una nota dell’azienda – In questo contesto, ‘Uniacque’, compatibilmente con la rapida evoluzione normativa e la necessità di mettere a punto nuovi metodi analitici, laddove sussista la possibilità di superamento del nuovo valore introdotto, avvierà la progettazione e realizzazione delle soluzioni più efficaci nelle diverse aree del territorio provinciale. In questo quadro, i pozzi in aree a forte vocazione industriale risultano più vulnerabili, mentre le principali fonti di approvvigionamento della provincia, costituite dalle sorgenti, in particolare Nossana, Algua, Costone e Rio Re, non presentano elementi di vulnerabilità. Come previsto per tutti gli aspetti inerenti la qualità dell’acqua distribuita, Uniacque sta condividendo con le amministrazioni comunali e con Ats Bergamo le modalità di gestione degli obblighi normativi incipienti. Tenuto conto che i nuovi valori di parametro si applicano dal 13 luglio 2026, ad oggi non sono state accertate non conformità e ‘Uniacque’ sta mettendo in campo tutte le risorse possibili per prevenirle. Qualora, nonostante l’impegno profuso, dovessero comunque, anche in relazione al regime idrologico del momento, verificarsi episodi di non conformità, ‘Uniacque’ garantirà ai cittadini, tempestivamente informati, il servizio sostitutivo per il consumo alimentare, per il tempo necessario”.

Tuttavia proprio lunedì i vertici di “Uniacque” hanno incontrato i sindaci di Cologno, Credaro, Brembate Sopra, Castelli Calepio, alla presenza della direttrice sanitaria di Ats Nicoletta Castelli perché ora il limite è più basso e, in base all’ultima analisi condotta da ‘Uniacque’, in questi Comuni non è stato rispettato. E’ trapelata l’intenzione di installare filtri nei pozzi interessati successivamente a nuove analisi e, se sarà confermato il superamento dei limiti, verranno prese decisioni con Ats sull’approvvigionamento della popolazione.

La comunicazione dell’Amministrazione

Sulla situazione l’Amministrazione guidata da Chiara Drago ha pubblicato sul sito internet comunale un comunicato, sottolineando che

“L’entrata in vigore dei nuovi limiti normativi sui PFAS rappresenta un tema importante, che merita di essere affrontato con attenzione, rigore e chiarezza – si legge – Per offrire un’informazione corretta e completa, il Comune di Cologno al Serio mette a disposizione una scheda informativa con le risposte alle domande più frequenti e pubblica integralmente il comunicato stampa diffuso da ‘Uniacque’, gestore del Servizio Idrico Integrato. Dal 13 luglio 2026 sono entrati in vigore in Italia nuovi limiti per alcune sostanze PFAS (previsti dal D.lgs. 102/2025), significativamente più restrittivi rispetto ai precedenti. Come chiarito da ‘Uniacque’, ad oggi non sono state accertate non conformità ai nuovi limiti e il gestore sta proseguendo il monitoraggio dei sistemi di approvvigionamento, predisponendo gli interventi necessari per prevenire eventuali criticità. Il Comune continuerà a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, in costante contatto con ‘Uniacque’ e con gli enti competenti, informando tempestivamente la cittadinanza attraverso i propri canali ufficiali”.

Nelle stesse Faq si chiarisce però che “nell’eventualità di una emergenza idrica dovuta a non conformità ai nuovi limiti, in tal caso ‘Uniacque’ garantirà il servizio sostitutivo per il consumo alimentare mediante modalità alternative, come sacchetti di acqua, autobotti o casette dell’acqua, per il tempo necessario”.