Molestie sessuali alla cameriera, condannato il titolare

I fatti sarebbero avvenuti in un bar di Romano. I giudici gli hanno inflitto una pena di quattro anni e mezzo di reclusione.

Molestie sessuali alla cameriera, condannato il titolare
Romanese, 13 Settembre 2019 ore 10:17

Molestie sessuali alla cameriera in nero, con la promessa che, se non si fosse lamentata, sarebbe stata assunta. Lei lo ha però denunciato e ieri il Tribunale di Bergamo ha condannato il titolare di un bar di Romano di Lombardia a 4 anni mezzo di reclusione e e a 25 mila euro di risarcimento danni.

Molestie sessuali

I fatti risalgono al 2015 e sono avvenuti in un locale gestito da Giovanni Finazzi, romanese di 79 anni, già finito al centro delle cronache per altre vicende. L’ultima lo scorso marzo in un panificio di sua proprietà, quando un blitz della Polizia locale portò alla luce una situazione di carenze igieniche.  Ora è finito nei guai per la denuncia di una ex dipendente in nero. all’epoca 29enne, che avrebbe subito molestie sessuali sotto la minaccia di perdere il posto di lavoro e la promessa di essere messa in regola.

Sette mesi da incubo

La ragazza ha raccontato di aver subito molestie sessuali per sette mesi. All’inizio, secondo la versione della cameriera, il titolare del bar (che ora ha un’altra gestione) si “limitava” solo ad apprezzamenti sessuali che col passare del tempo erano diventati sempre più pesanti. Poi era passato dalle parole ai fatti, con continui palpeggiamenti, ovviamente non desiderati dalla ragazza che, avendo urgente necessità di guadagnare, all’inizio sopportava. Anche perché l’uomo la minacciava di lasciarla a casa.

False promesse

Anzi, durante le molestie sessuali, il titolare le faceva anche false promesse, dicendole che se non si fosse lamentata sarebbe stata assunta in regola. Ovviamente quel giorno non è mai arrivato e, al luglio del 2015, la ragazza aveva lasciato il posto di lavoro. Solo a quel punto, dopo alcune riflessioni, decise di denunciare l’uomo. Una decisione che secondo gli avvocati di Finazzi, che ha sempre negato le molestie sessuali, è quantomeno sospetta. I giudici di Bergamo hanno però creduto alla versione della cameriera e condannato l’uomo.

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