Manifatture cinesi scoperti dalla finanza lavoratori in nero e clandestini FOTO

Lavoravano e vivevano nello stesso posto, senza areazione e con un solo bagno a disposizione.

Manifatture cinesi scoperti dalla finanza lavoratori in nero e clandestini FOTO
Romanese, 04 Aprile 2018 ore 09:29

Sono due le manifatture cinesi controllate dalla Guardia di Finanza di Treviglio a Fontanella. Una dedicata alla confezione in serie di abbigliamento, l’altra alla fabbricazione di calzature.

Manifatture cinesi: si lavora e si dorme senza areazione e nel caos

Edifici dalle finestre completamente oscurate e totalmente prive di vie di areazione quelli in cui hanno fatto accesso i finanzieri, congiuntamente a personale della Polizia Locale di Fontanella, scoprendo 20 lavoratori, tutti cinesi, intenti al confezionamento di capi di
vestiario e alla lavorazione di scarpe, attività non dichiarate al Comune. Rinvenuti numerosi banchi di lavoro in serie, un totale di 45 macchine, circondati da cumuli di materiale in disordine, fili elettrici volanti.  All’interno dei locali sono state ricavate abusivamente 10 stanze da letto, con a disposizione servizi igienici dotati di una sola doccia, anch’essi in cattivo stato di manutenzione e pulizia. Alle operazioni ha partecipato personale dell’ATS Bergamo, degli Uffici Sanità Pubblica e Prevenzione Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, i quali hanno rilevato plurime violazioni in materia di igiene e sicurezza.

Clandestini e lavoratori in nero, denunciati i titolari

I controlli hanno permesso di individuare n. 3 clandestini, di cui uno trovato intento al lavoro, n. 2 lavoratori completamente in nero, n. 4 dipendenti che hanno dichiarato ai finanzieri di aver lavorato in nero prima di essere regolarizzati e n. 7 lavoratori assunti irregolarmente. Per uno dei due titolari dei laboratori è scattata la denuncia per l’impiego di manodopera clandestina, mentre è ancora al vaglio la posizione dell’altro titolare del laboratorio dove sono stati trovati gli altri due clandestini, tutti segnalati alla Questura di Bergamo per l’avvio
della procedura di espulsione dal territorio nazionale.

Maxi sanzione e sospensione dell’attività

I militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Treviglio hanno inoltrato all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bergamo proposta di sospensione dell’attività imprenditoriale, a fronte del numero di lavoratori in nero scoperti. A carico dei titolari delle aziende, per ciascun
lavoratore in nero e irregolare, verrà irrogata la maxi sanzione da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 9.000 euro, a seconda del periodo di impiego in nero. Contestualmente, i finanzieri hanno anche avviato mirati controlli fiscali, in quanto le due ditte non risultano
aver regolarmente presentato le dichiarazioni, né versato le imposte.

La piaga del lavoro nero

Il servizio svolto mette in luce l’attenzione della Guardia di Finanza nei confronti del fenomeno del lavoro “nero” che, da un lato, lede i diritti dei lavoratori, privati della dovuta tutela assistenziale e previdenziale, dall’altro determina sia situazioni di concorrenza sleale, a discapito degli imprenditori che operano nella legalità, sia un grave danno alle casse erariali.

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