Si è spenta all’età di 76 anni l’ex ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Originaria di Treviglio, negli anni, nonostante abitasse nella Capitale, aveva mantenuto uno stretto legame con la città.
Addio all’ex ministra Fedeli
Nata in città il 27 luglio 1949, sindacalista e femminista “di ferro”, Fedeli è sempre stata legata alla Bassa, che ricorda fin nelle prime righe della sua biografia come “un territorio operoso e attivo”, nonostante si sia trasferita a Milano per studiare all’età di 17 anni. Prima aveva studiato a Bergamo, al liceo Capitanio, compagna di scuola dell’assessore Pinuccia Zoccoli Prandina, di due anni più giovane.
Per 34 anni è stata dirigente della Cgil, prima di entrare in Federconsumatori come presidente nazionale. La sua vita politica comincia come sindacalista, entrando nel Consiglio dei delegati del Comune di Milano, in rappresentanza delle insegnanti di scuola materna. Alla fine degli anni Settanta entra in Cgil, per la quale si occupa negli di Sanità, Pubblico impiego e Tessile. E’ stata eletta in Senato con il Pd nel 2013, nel collegio della Toscana, diventando Vicepresidente del Senato con funzioni vicarie.
Legata a Treviglio
Il legame con Treviglio, nonostante la distanza, non era mai venuto meno. Nel 2015 aveva partecipato a una tavola rotonda organizzata dal Consiglio delle donne su Job act, tutela della maternità e contrasto alla violenza di genere. L’anno successivo era tra gli invitati della serata di presentazione del libro “Manifesto per la Sinistra e l’umanesimo sociale” di Simone Oggionni e Paolo Ercolani.
Femminista convinta “pro-gender”
“In tutti i ruoli sindacali ricoperti in Italia ed in Europa ho sempre avuto come riferimento prioritario le battaglie per i diritti, le libertà e l’autonomia delle donne e per il superamento delle disuguaglianze di genere – raccontava sul proprio sito – In Italia sono stata esperta del Ministero del Lavoro per le politiche di Pari opportunità nel lavoro tra donne e uomini”.
Posizioni che le hanno attirato l’astio dei movimenti “pro life” che la accostavano alla “teoria gender”. Ma Valeria Fedeli è anche stata tra le fondatrici di “Se non ora quando?” partecipando all’organizzazione della storica manifestazione del 13 febbraio 2011 a Milano e a Roma, poco dopo l’esplosione del Rubygate.
Il cordoglio della politica
Tantissimi i messaggi di cordoglio provenienti dal mondo della politica.
“Colpisce e addolora. Ha sempre vissuto con convinzione e passione il suo impegno in politica, nel mondo della scuola e del sindacalismo. Alla sua famiglia e a chi le ha voluto bene vanno le mie più sincere condoglianze in questo momento di dolore”, ha scritto sui social la premier Giorgia Meloni.
“La scomparsa di Valeria Fedeli è un grande dolore e un’enorme perdita per tutta la comunità democratica – ha commentato la segretaria del Pd Elly Schlein – Nel corso della sua vita da politica, ministra dell’istruzione, sindacalista e femminista ci ha dato un contributo insostituibile di impegno, di rara profondità e di grande intelligenza. Si è battuta fino all’ultimo per l’eguaglianza, per la dignità del lavoro e per la piena parità di genere, per i principi costituzionali cui ha sempre ispirato sia la sua militanza politica che il suo significativo lavoro istituzionale. Le dobbiamo essere tutte e tutti grati per il suo impegno appassionato e instancabile, che continuerà a ispirarci e che porteremo avanti. Ci stringiamo ad Achille Passoni e ai suoi familiari, come a tutte e tutti quelli che le hanno voluto bene e che con lei hanno condiviso questo cammino”.