cronaca

L’ultimo saluto a Riccardo Cecchinelli, volontario che ha lasciato un segno nella comunità

La chiesa gremita per i funerali dell’82enne: una vita dedicata al volontariato, alla parrocchia e alle tradizioni del paese.

L’ultimo saluto a Riccardo Cecchinelli, volontario che ha lasciato un segno nella comunità

Una comunità intera si è stretta attorno alla famiglia di Riccardo Cecchinelli per l’ultimo saluto. Volontario instancabile, presenza discreta e generosa, ha dedicato la sua vita alla parrocchia, alle associazioni e alle tradizioni del paese.

Un paese intero riunito per l’ultimo saluto

La chiesa era gremita, colma di volti e di silenzi carichi di affetto. Un paese intero si è raccolto ieri pomeriggio per dare l’ultimo saluto a Riccardo Cecchinelli, scomparso martedì notte dopo una breve malattia all’età di 82 anni. Non c’erano solo parenti e amici stretti: c’erano generazioni di persone che, in modi diversi, avevano incrociato il suo cammino. Perché Riccardo, in paese, lo conoscevano davvero tutti.
E non per incarichi o titoli, ma per ciò che era: una presenza discreta, sempre pronta a dare una mano. Una vita intera spesa nel volontariato, vissuta con quella semplicità che lo contraddistingueva: mai sopra le righe, sempre gentile, con una parola buona per chiunque.

Una vita di volontariato e impegno in parrocchia

Avisino della prima ora, Riccardo è stato uno di quei volontari che costruiscono silenziosamente il tessuto di una comunità. Per anni ha fatto parte della schola cantorum parrocchiale, fin dalla sua nascita, prestando la sua voce e il suo tempo con costanza e dedizione. In parrocchia era una figura familiare anche per i più giovani: volontario in oratorio, era lui – ricordano in molti con un sorriso – a far girare la pellicola quando al San Giovanni Bosco c’era il cinema. Un compito semplice, forse, ma capace di regalare pomeriggi e serate di spensieratezza a intere generazioni.
Nel corso degli anni Riccardo ha ricoperto anche il ruolo di presidente dell’Azione Cattolica parrocchiale e ha fatto parte del direttivo della disciolta associazione “Amici del Presepe Vivente”. Ma più dei ruoli restano i ricordi: le serate passate a preparare iniziative, il lavoro dietro le quinte, la disponibilità costante.

Passioni, tradizioni e il ricordo della comunità

E poi c’era la passione per le rievocazioni storiche. Molti lo ricordano accanto alla moglie Marina tra i figuranti della Sacra Rappresentazione del 26 dicembre e delle iniziative organizzate negli anni dalla maestra Mariuccia Grassi. In quei momenti Riccardo non era soltanto un partecipante: era parte viva di una tradizione che teneva unita la comunità.
Fuori dall’impegno associativo coltivava altre passioni che raccontavano bene il suo carattere paziente e curioso. Era apicoltore, e amava parlare delle sue api con entusiasmo, soprattutto ai bambini delle scuole, trasformando quella passione in un’occasione di scoperta. E poi il modellismo, altra attività che richiede tempo, precisione e dedizione – qualità che a lui non sono mai mancate.
In questi giorni alla famiglia sono arrivati tantissimi messaggi di affetto e di cordoglio. Parole che raccontano quanto Riccardo abbia lasciato un segno profondo nella vita di molti.
Tra le tante testimonianze, quella di Peter Cincinelli, direttore della schola cantorum parrocchiale:
“Riccardo lascia un vuoto incolmabile. Con il suo spirito di servizio e la dedizione alla schola cantorum ha tracciato una strada che resterà per tutti noi un esempio”.
Un esempio di generosità silenziosa, di presenza costante, di amore per la propria comunità.
I familiari, nel ricordo di Riccardo, hanno chiesto di non inviare fiori ma di destinare eventuali offerte all’unità operativa di cure palliative dell’Asst di Crema, un gesto che sembra riflettere perfettamente lo stile di vita che lo ha sempre contraddistinto: concreto, discreto e rivolto agli altri.