Cronaca

L’ex meccanico Luigi Gatti trovato senza vita davanti a casa

I funerali si sono celebrati lunedì 29 giugno. Grande il cordoglio per l'80enne che era uscito in bicicletta per prendere un caffè e il giornale

L’ex meccanico Luigi Gatti trovato senza vita davanti a casa

Era andato a bere un caffè al bar in sella alla sua bicicletta e poi a comprare l’amata Gazzetta dello Sport, come faceva sempre, ma sabato scorso, complice forse il caldo torrido che toglieva il respiro, l’uscita è stata fatale a Luigi Gatti, 80enne ex meccanico di Caravaggio molto conosciuto proprio per la sua attività.

Rientra a casa e si accascia al suolo

Era ormai arrivato a casa quando è crollato a terra. A dare l’allarme sono stati i residenti di via Calvenzano, che lo hanno trovato privo di conoscenza. Sul posto sono presto intervenuti gli agenti della Polizia locale e un’ambulanza ma, purtroppo, il personale sanitario non ha potuto far altro che constatare il decesso. L’anziano viveva solo ma frequentava tutti i giorni la sorella Teresa, vedova, che abita in un condominio poco lontano. Un duro colpo per lei, che lo aveva cresciuto.

“Nostra madre è morta a 41 anni, nel 1955, e disse a me, che ero la figlia più grande, di fare da mamma ai miei fratelli di 16, 10 e 7 anni – ha raccontato con le lacrime agli occhi – io allora ne avevo 18. Mi sono sempre occupata di loro con amore, li ho nel cuore. Luigi non era sposato, veniva da me a mangiare e si fermava un po’, e mi occupavo io dei suoi abiti. Sabato era andato a prendere il caffè e poi la Gazzetta dello Sport in piazza Garibaldi, come al solito. Quando è arrivato a casa era da poco passato e mezzogiorno, stava per portare la bici dentro il capannone dove prima aveva l’officina e che, una volta andato in pensione, aveva affittato alla concessionaria che c’è ora, quando si è accasciato”.

Una vita da meccanico e la passione per il gioco delle carte e il calcio

Gatti aveva cominciato a lavorare a 14 anni.

“Prima alla concessionaria della ‘Moto Guzzi’ di Treviglio, poi in città, nell’azienda di Cremascoli e, infine, nel 1972-73 aveva aperto la sua attività in proprio – ha ricordato – Un uomo buono d’animo ma un po’ testone, eravamo legatissimi”.

L’80enne non aveva particolari problemi di salute ma il cuore lo ha tradito.

“Ai funerali, celebrati lunedì, sono venuti in tanti – ha detto ancora la sorella – c’erano gli ex clienti che si servivano da lui, la compagnia con cui guardava le partite del suo adorato Milan senza fiatare, quella di Masano, quella con cui giocava appassionatamente a carte al bar… e lui era uno a cui non piaceva perdere, si scaldava parecchio”.

Dopo il rito funebre il feretro ha proseguito il suo viaggio verso il tempio crematorio.