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L’esperimento sociale di Diego Risolia: ecco cosa pensano i bergamaschi dei migranti

Un post per cercare un appartamento per ospitare migranti. Una provocazione che ha sollevato un polverone infinito.

L’esperimento sociale di Diego Risolia: ecco cosa pensano i bergamaschi dei migranti
Cronaca 03 Settembre 2017 ore 13:38

Un post (palesemente creato per provocate) che ha scatenato l’ira degli internauti. E’ questo l’esperimento del covese Diego Risolia, che con un semplice click ha voluto testare il pensiero comune circa la questione dei richiedenti asilo. Inutile dire che il post ha sollevato un polverone.

Il post fatidico

“Sto cercando appartamenti sfitti per ricevere profughi… disposto a pagare bene”. E’ questo il fatidico post apparso mercoledì scorso sulla pagina Facebook “Sei di seriate se…”. Il web, non appena vista la richiesta, si è scatenato contro Risolia. L’esperimento quindi è riuscito. Risolia infatti voleva capire quanto incidesse la questione profughi nella vita delle persone. Ma il risultato per lui è stato alquanto “spaventoso”.

Le parole di Risolia

“Ho deciso di fare questo piccolo esperimento – ha detto Risolia – perché odio ogni forma di razzismo e discriminazione. Forse ciò è dovuto alla mia storia personale. Vengo da una famiglia di migranti. Mia mamma è di Salerno. Ora stiamo assistendo alla stessa discriminazione che negli anni ’70, c’era nei confronti dei meridionali. Mio padre era sudamericano, di origini calabresi comunque, mio zio ha sposato una donna portoghese e un altro una polacca. Nella mia esperienza personale ho capito che i colori della pelle non creano problemi. Quelli nascono quando si è limitati mentalmente”.

La rabbia dei social

L’esperimento di Risolia ha fatto emergere di certo una realtà che è parziale. Quei commenti non possono essere la cartina tornasole di un’intera comunità. “Eppure ciò che ho letto è spaventoso – continua Risolia – parlano addirittura di forni e chi l’ha scritto era una maestra d’asilo”. Risolia già in passato aveva fatto altri test di questo tipo. Specialmente in gruppo di paesi del meridione, dove ha potuto constatare che “l’accoglienza del sud è un mito. Forse lì i commenti erano ancora più duri” ha specificato il covese. La scelta di Seriate è nata per una casualità. Anche se, forse, il sindaco leghista Cristian Vezzoli non ha apprezzato la provocazione del covese.

L’ironia di Capelletti

A smontare l’esperimento ci ha pensato un altro sindaco lumbard’, il covese Andrea Capelletti, che ha risposto fuoco al fuoco, con un altro post su Facebook. “Colleghi di Seriate mi segnalano che un nostro concittadino – è scritto nel post – è in procinto di aprire una nuova attività sul posto, di questi tempi molto proficua e redditizia… Auguri al nostro concittadino. Non credo però che l’amico sindaco sia altrettanto favorevole”. Risolia comunque non teme gli “attacchi” leghisti. “Sono convinto – ha concluso – che il razzismo vada fermato e che l’apertura mentale sia l’unica soluzione”.

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