Cronaca
Bergamasca

Legionella, sedici casi in Bergamasca: sotto controllo rubinetti di casa, fontanelle e condizionatori

Test a Clusone e a Rovetta. Indaga Ats: "Non sono emersi sinora elementi che accomunino tutti i malati e che portino ad individuare una causa espositiva comune"

Legionella, sedici casi in Bergamasca: sotto controllo rubinetti di casa, fontanelle e condizionatori
Cronaca Bergamo e hinterland, 12 Luglio 2022 ore 08:54

Sono sedici al momento i casi confermati di contagio da legionella, nell'Alta Val Seriana, in particolar modo nella zona di Clusone. Ats Bergamo e Asst Bergamo Est sono in campo per individuare la causa del focolaio, che al momento resta sconosciuta.

Legionella in Alta Val Seriana: sedici infetti

Ieri, Ats Bergamo ha fatto il punto sulla situazione, confermando che il numero di cittadini che manifestano sintomi sono sedici. Al fine di verificare l’origine del fenomeno, gli operatori del Dipartimento di Igiene e prevenzione Sanitaria di ATS Bergamo hanno eseguito il campionamento di acqua in tutte le abitazioni dei casi segnalati. I prelievi sono stati eseguiti in particolare nelle le docce e nei rubinetti delle cucine,  che sono gli ambienti nei quali più favorevolmente si verificano le condizioni di aerosolizzazione dell'acqua che portano al contagio da legionella. Sono stati prelevati campioni di acqua  anche da quattro fontanelle pubbliche (tre a Clusone ed una a Rovetta) e sono stati individuati alcuni grossi impianti di condizionamento - anche questi possibili incubatori - su cui sono stati eseguiti i test.  "È stato attivato un canale diretto per gestire il flusso di informazioni con Regione Lombardia e Istituto Superiore di Sanità" continua Ats.  Ora non resta che attendere.

Dieci giorni per le analisi: l'origine resta sconosciuta

"Sono necessari almeno dieci giorni di tempo affinché l'analisi di laboratorio possa considerarsi terminata: se durante questo periodo si riscontrano crescite di legionelle, l'esame può essere interrotto e si valuta la numerosità degli elementi cresciuti - continua Ats - Dalle informazioni sinora raccolte non emerge una causa espositiva che accomuni tutti i malati sinora registrati: per tale motivo proseguono le ricerche di possibili origini ambientali, senza scartare al contempo le indagini all'interno delle abitazioni dei malati".

La Legionella e la malattia del Legionario

La Legionellosi è un’infezione causata dalla Legionella pneumophila, un batterio (e non un virus, come invece quello che causa il Covid-19) che può trovare ovunque, ma che predilige gli ambienti acquosi sia naturali (acque sorgive acque termali, fiumi, laghi, fanghi), sia artificiali (condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, serbatoi di raccolta acqua, tubature, torri di raffreddamento, umidificatori, fontane e piscine). Il rischio aumenta se l’acqua è stagnante o se vi sono situazioni ideali per il batterio, come incrostazioni di calcare o se le tubature non vengono aperte per molto tempo, lasciando all'interno acqua ferma.

La legionellosi può manifestarsi in due forme distinte come Malattia del Legionario (.a legionellosi vera e propria) che si caratterizza per una forma più acuta di polmonite, oppure come Febbre Pontiac, una forma molto meno grave

I sintomi della legionella

I sintomi della polmonite da legionella sono "aspecifici", cosa che rende la diagnosi più complicata. Malessere, mal di testa, dolori muscolari e addominali, diarrea, febbre fino a 39°C-40°C, brividi, tosse, insufficienza respiratoria. Il trattamento specifico consiste generalmente nella somministrazione di un antibiotico.

QUI tutte le informazioni sul batterio e sulla malattia, sul sito di Ats Bergamo

Non si trasmette tra persone: non serve l'isolamento

"È importante precisare che il batterio della legionella non si trasmette da persona a persona, il malato non necessita quindi di isolamento - precisa Ats Bergamo - Né si trasmette attraverso gli alimenti o bevendo e utilizzando l’acqua per alimenti". Il contagio avviene inalando o a spirando aerosol (goccioline di acqua) contenente Legionella. Ecco perché i test di Ats hanno riguardato quegli ambienti di casa (o le fontanelle pubbliche) nei quali getti o spruzzi d'acqua possono contribuire a creare l'aerosol potenzialmente fonte di contagio.

  

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