L’arcivescovo di Milano prega sulla tomba di Angelica Tiraboschi

La 19enne morta di tumore cinque anni fa. Da tempo si parla di una possibile causa di beatificazione.

L’arcivescovo di Milano prega sulla tomba di Angelica Tiraboschi
Treviglio città, 21 Dicembre 2019 ore 18:58

“Non costruiamo cimiteri per dire che tutto finisce con la morte. E come cristiani non crediamo che la morte sia un fatto privato, perché viviamo e moriamo in una comunità”.

Così questo pomeriggio a Pontirolo l’arcivescovo di Milano Mario Delpini, durante la prima tappa della sua visita pastorale alla Comunità di Canonica, Fara e Pontirolo. Visita cominciata proprio al cimitero di Pontirolo, dove il presule è stato accolto da una fitta delegazione di pontirolesi e dove ha pregato sulla tomba di Angelica Tiraboschi, la giovane studentessa universitaria di 19 anni scomparsa cinque anni fa per un tumore.

La visita pastorale di Mario Delpini a Pontirolo

Dopo la visita a Treviglio di due settimane fa, Delpini ha visitato questo pomeriggio la comunità Aga ed ha quindi raggiunto il cimitero dove lo aspettavano il sindaco Gigliola Breviario, con il consigliere Alessandro Vigentini, una delegazione della Croce rossa, dei bersaglieri e di diverse altre associazioni del paese.

Dopo la benedizione e i saluti, accompagnato da un gruppo di ragazzi, ha raggiunto la tomba di Angelica Tiraboschi, la pontirolese morta nel 2015 per un tumore, dopo una vita trascorsa nella fede. La sua storia è raccontata in un sito e in tantissimi incontri organizzati in tutta Italia. La sua testimonianza è stata tanto forte che da tempo, come racconta Famiglia Cristiana, si parla di una raccolta di testimonianze per aprire una causa di beatificazione.

Chi era Angelica Tiraboschi

Angelica aveva scoperto il male nel giugno del 2014, subito dopo l’esame di maturità sostenuto al “Secco Suardo” di Bergamo, dove aveva frequentato il liceo Psicopedagogico. Si trovava all’oratorio di Canonica quando sentì una fitta al braccio: la prima manifestazione della malattia che l’avrebbe uccisa nel giro di pochi mesi. L’esito degli esami fu impietoso: carcinoma al seno. A chiunque sarebbe crollato il mondo addosso. Non a lei. Angelica si è affidata alla sua infinita fede e ha cominciato la sua battaglia contro il male. Cicli di chemio e di radioradioterapia, e un’operazione, non sono tuttavia riusciti a fermare la malattia. Ma fino alla fine, racconta chi le è stato accanto, Angelica ha contato sulla sua fede, lottando ogni giorno contro la malattia.

Domani, l’arcivescovo visiterà Canonica e Fara d’Adda.

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