Cronaca

L’abbraccio della città a Moris Vicario, scomparso a 45 anni

Ieri, lunedì 14 settembre, tantissimi caravaggini hanno preso parte ai funerali celebrati nella Parrocchiale

L’abbraccio della città a Moris Vicario, scomparso a 45 anni

Una vita spezzata nel suo pieno vigore quella di Moris Vicario, 45 anni, e la comunità di Caravaggio ha fatto sentire tutto il suo calore alla famiglia, distrutta dal dolore, partecipando numerosa alle esequie.

Trovato esanime a Martinengo

Un malore, questa l’ipotesi più accreditata, la causa della prematura scomparsa dell’idraulico avvenuta sabato 5 settembre. L’uomo era stato rinvenuto per strada esanime, intorno alle 22, in via Verdi a Martinengo, dove si era trasferito. La salma, dopo l’autopsia disposta dall’autorità giudiziaria, è poi tornata a Caravaggio, dove Moris era cresciuto e aveva vissuto gran parte della sua esistenza. E i suoi concittadini ieri, lunedì 14 settembre, non hanno mancato di rendergli l’estremo commosso saluto.

“Una persona gentilissima e disponibile” ha detto chi lo conosceva.

La famiglia si è chiusa nel suo dolore.

L’addio commosso della comunità

Gremita la chiesa parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico dove il parroco monsignor Giansante Fusar Imperatore ha celebrato i funerali.

“Davanti alla realtà della morte facciamo sempre fatica a trovare parole che ci aiutino a esprimere la vicinanza a coloro che soffrono per la morte di un nostro fratello – ha detto il sacerdote nell’omelia – quando poi arriva così improvvisa e tronca una vita giunta intorno alla metà dei suoi anni, diventa ancora più difficile… Il nostro fratello Moris ha percorso la sua strada, con i suoi alti e i suoi bassi, ma proprio adesso che sembrava aver trovato un equilibrio nella sua vita ancora più sorprendentemente il Signore è venuto a prenderlo”.

Poi una riflessione.

“Noi ci troviamo qui, a fare i conti con un’assenza, da cui dipendono tutte le difficoltà a parlare della morte e, al di là della cause che hanno portato a questa realtà, noi restiamo nel dubbio: dov’è adesso? – ha continuato il religioso – Non è più qui fisicamente insieme a noi ma da cristiani dobbiamo dire che lo ha preso il Signore. Solo nella prospettiva della nostra fede in cui riconosciamo che Lui continua a mantenere la sua relazione con i vivi ma anche con i defunti, allora possiamo trovare riflessioni che ci aiutino a cercare un po’ serenità e un po’ di pace. Gesù ci ha detto che non è venuto a giudicare il comportamento degli uomini ma a indicare la strada dell’amore e della fraternità, che fa vivere bene su questa terra e prepara il regno futuro. Il nostro fratello è stato legato al Signore fin dal giorno del suo battesimo, ora lo è più saldamente e dobbiamo cercarlo nell’incontro con Lui”.

Dopo il rito funebre il feretro ha proseguito il suo viaggio verso il tempio crematorio.